Crisi subprime e grande recessione: cosa sapere

Bolla dei subprime e crisi finanziaria 2007-2008: una spiegazione semplice  – Sommario

  • La crisi dei mutui subprime e dell’immobiliare portò al declino dei mercati finanziari del 2008, nonché al tracollo dell’economia mondiale.
  • L’antefatto risale agli anni ‘90, quando il governo Statunitense creò programmi che avrebbero permesso di comprare casa più facilmente anche per coloro con una situazione di credito a rischio insolvenza.
  • Si iniziarono a sottoscrivere sempre più prestiti di categoria subprime, ossia ad alto rischio finanziario.
  • Visto il numero sempre crescente di mutui subprime, sempre più operatori decisero di entrare in azione per trarne profitto.
  • Fondamentali furono i titoli garantiti da mutui ipotecari o mortgage backed securities (MBS), e i credit default swap (CDS). 
  • Nel momento in cui il mercato immobiliare iniziò a mostrare i primi segni di fatica, cominciò a scaturire una maggiore contrazione nel mercato, portando a grandi ribassi.

Crisi subprime: gli effetti della bolla immobiliare del periodo 2007/2008

La crisi dei subprime e dell’immobiliare, che portò al declino dei Mercati Finanziari del 2008, è stato uno dei peggiori crolli degli ultimi anni nel mercato azionario statunitense nonché negli altri indici azionari all’estero. In questo articolo vediamo che cosa ha scatenato questa crisi, quali sono state le conseguenze del crollo dell’immobiliare sugli investitori e cosa imparare.

Crisi subprime: antefatti

La storia inizia negli anni ‘90, quando il governo Statunitense creò programmi che avrebbero permesso di comprare casa più facilmente, specialmente per chi aveva una situazione di credito a rischio insolvenza o non proprio perfetta. Si istituirono questi programmi principalmente tramite Freddie Mac e Fannie Mae, i quali agirono da erogatori di credito ipotecario sostenuti dal governo. I promotori di questi mutui potevano rivendere il prestito a Freddie e Fannie. Queste imprese li avrebbero rivenduti sotto forma di titoli agli investitori.

Mutui subprime: cosa sono e come funzionano

Si iniziarono a sottoscrivere sempre più prestiti, molti dei quali di categoria subprime. La tipologia di questi prestiti ad alto rischio finanziario diventò  sempre più popolare. A molte persone furono concessi mutui che non avrebbero mai potuto permettersi o a cui non avrebbero mai potuto accedere in passato.

All’inizio questo non causò alcun motivo di preoccupazione per gli erogatori dei mutui, in quanto il mercato immobiliare era in costante crescita anno dopo anno.

Mortgage Backed Securities (MBS): cosa sono e come funzionano

Mentre i broker di mutui stavano sottoscrivendo uno storico numero di nuovi mutui subprime, sempre più operatori decisero di entrare in azione.

Si iniziarono a creare e a promuovere titoli garantiti da mutui ipotecari o mortgage backed securities (MBS),
ossia titoli garantiti da un insieme di mutui ipotecari.

Questi titoli garantiti da mutui ipotecari avrebbero pagato agli investitori tassi d’interesse attrattivi. Gli investitori percepirono ciò come un “basso rischio” in quanto i titoli sarebbero stati ripagati dai prestiti.

Crediti Default Swap (CDS): cosa sono e come funzionano

Wall Street introdusse un nuovo tipo di derivato chiamato Credit Default Swap. I Credit Default Swap (CDS) erano simili alle polizze assicurative ed erano creati per proteggersi dal fallimento di una società.

Un punto altamente critico per i CDS era costituito dal fatto che non fossero regolati. Come tali, ai sottoscrittori premium non era richiesto di separare o allocare una riserva, come tipicamente richiesto alle compagnie assicurative.

Tutti questi fattori elencati qui sopra portarono a un ambiente altamente sovra-indebitato e sensibile a un rischio sistematico.

Crisi e scoppio della bolla subprime

Nel momento in cui il mercato immobiliare iniziò a mostrare i primi segni di fatica, cominciò a scaturire una maggiore contrazione nel mercato. In 3 settimane tra settembre e ottobre 2008 il Dow Jones Industrial Average crollò di oltre 3500 punti dai più recenti massimi.

Questo rappresentò un grande ribasso nel mercato e fu responsabile della riduzione di oltre il 30% del valore del Dow.

Molti affermerebbero che, ciò che ha condotto alla Crisi del Subprime del 2008, in origine, partì con le migliori intenzioni. Tuttavia, si rivelò essere più che altro un incubo sia per molti proprietari che per molti investitori.

Dallo scoppio della bolla subprime, come si è arrivati alla crisi finanziaria globale del 2007-2009, anche nota come Grande crisi Grande recessione? Vediamolo insieme.

Crisi finanziaria globale (2007/2009): cosa è successo

I primi segni di difficoltà del 2004

I guai iniziarono quando i tassi di interesse iniziarono a crescere, e il possesso di abitazioni raggiunse il punto di saturazione. Dal 30 giugno 2004 in poi la Fed iniziò a far crescere così tanto gli interessi che a giugno 2006, il tasso degli interessi dei fondi federali raggiunse il 5,25%, invariato fino ad agosto 2007.

Si intravedevano  quindi i primi segni di difficoltà. Nel 2004, i proprietari della propria abitazione negli Stati Uniti raggiunse il 70%, mentre durante l’ultimo trimestre del 205, i prezzi delle case iniziarono a scendere. Questo portò a un declino del 40% dell’US Home construction Index nel corso del 2006.

Il 2007 tra insolvenze e bancarotta

Non solo iniziavano ad esserne colpite le nuove abitazioni, ma molti sottoscrittori di mutui subprime all’epoca non potevano sostenere i tassi d’interesse più alti. Di conseguenza, iniziarono a non essere più in grado di ripagare il prestito. Questo portò a un inizio del 2007 con cattive notizie da più parti.

Ogni mese, un promotore di subprime o qualcun altro dichiarava il fallimento. Durante febbraio e marzo 2007, più di 25 promotori di subprime fallirono. Ciò era abbastanza per dare inizio al peggio.

Secondo le notizie pubblicate nel 2007, le compagnie finanziarie ed i fondi speculativi possedevano più di $1 trilione in security garantiti da questi mutui subprime ormai in fallimento. Questo era abbastanza per innescare uno tsunami finanziario globale in caso di default da parte di altri mutuatari.

La crisi globale

Ad agosto 2007 fu chiaro che il mercato finanziario non era in grado di risolvere la crisi dei subprime da solo e i problemi si diffusero oltre i confini degli Stati Uniti. Il mercato interbancario si bloccò completamente, a causa della predominante paura dell’ignoto tra le banche.

Per risolvere i problemi specificamente legati alla crisi dei subprime ci si appellò a metodi sia convenzionali che non, che vennero adottati dai Governi di tutto il mondo. Con una mossa unanime, le Banche Centrali di moltissimi Paesi fecero ricorso ad un’azione coordinata per iniettare liquidità agli istituti finanziari con l’intento di rimettere in piedi il mercato interbancario. La Fed iniziò a tagliare sia i tassi di sconto che d’interesse. Tuttavia, le cattive notizie continuavano ad arrivare da tutti i fronti.

Il fallimento dei grandi

Lehman Brothers dichiarò il fallimento, Indymac Bank collassò, Bear Stearns venne acquisita da JP Morgan Chase Merrill Lynch venne venduta alla Banca d’America mentre Fannie Mae e Freddie Mac vennero poste sotto il controllo del Governo Federale Statunitense.

Il Ruolo dei Governi e delle Banche centrali

Alla fine di ottobre 2008, il tasso sui fondi federali e quello di sconto vennero ridotti rispettivamente all’1% e al 1.75%. Anche le Banche Centrali in Inghilterra, Cina, Canada, Svezia, Svizzera e la Banca Centrale Europea (BCE) si affidarono alla riduzione dei tassi per aiutare il mondo dell’economia. Tuttavia, la riduzione dei tassi e il supporto di liquidità non furono in grado di fermare una crisi finanziaria così ampia.

Il Governo degli Stati Uniti decise allora di emanare il National Economic Stabilization Act del 2008. Il piano prevedeva l’acquisto, per una spesa complessiva di 700 miliardi di dollari, di titoli a rischio, con particolare attenzione alle obbligazioni garantite da mutui. Diversi Governi vennero fuori con propri programmi di bailout, garanzie governative, e piani di nazionalizzazione.

Bolla dei subprime, crisi immobiliare e grande recessione: conclusione

La crisi finanziaria del 2007-2008 ci ha insegnato che la fiducia nel mercato finanziario, una volta persa, non può essere facilmente recuperata. In un mondo interconnesso, un’apparente crisi di liquidità può trasformarsi rapidamente in una crisi di solvibilità per gli istituti finanziari, una crisi dei pagamenti per gli Stati e una vera e propria crisi di fiducia per tutti.

Il lato positivo è che anche in questo caso e  come dopo tutte le crisi passate, i mercati ne sono usciti più forti per creare nuovi inizi.

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Fonti: Investopedia, Investopedia, Marketwatch, Schroders

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