Cosa succede se non pago le tasse? Ecco quali sono le conseguenze e le cose da sapere – Speciale Dichiarazione dei redditi 2019

Con i soldi che guadagni non riesci ad arrivare a fine mese? È arrivato il momento di tagliare qualche spesa, ma quale? Se smetti di pagare l’affitto vieni sfrattato, se non paghi la bolletta di luce e gas è come se non avessi una casa, se non paghi la benzina non puoi muoverti e cercare un secondo lavoro, non puoi neanche smettere di mangiare. L’unica cosa che puoi accantonare sono le tasse. Ma ti sei chiesto: cosa succede se non pago le tasse?

Le conseguenze possono essere molteplici. In questo articolo te ne spiego alcune.

 

Che cosa rischio se non presento la dichiarazione dei redditi?

Se non hai mai presentato la dichiarazione dei redditi in vita tua e tutti i soldi che hai percepito li hai presi in nero, in teoria commetti un illecito più grave di quello di chi, dopo aver fatto la denuncia, si limita a non versare gli importi dovuti. Nella pratica, potresti non essere scoperto. Se sei “nullatenente” la possibilità che vengano eseguiti controlli sulla tua posizione è molto bassa.

Il rischio potrebbe essere maggiore se hai ricevuto dei soldi con un pagamento tracciabile, ad esempio con bonifico o con carte di credito. Devi sapere, infatti, che il Fisco tramite l’Anagrafe dei conti correnti riesce a rintracciare tutte le movimentazioni dei correntisti, sia in entrata che in uscita. Stesso discorso se hai aperto una partita Iva ed emetti fatture, tanto più se sei obbligato ad emettere fattura elettronica, da inviare al cliente tramite il sistema d’interscambio Sdi: in questo caso non puoi sfuggire.

 

Quali sono i termini di prescrizione per chi non presenta la dichiarazione dei redditi?

La prescrizione per l’illecito tributario dell’omessa dichiarazione dei redditi: è di 7 anni che iniziano a decorrere dal 1° gennaio successivo a quello in cui la dichiarazione sarebbe dovuta essere presentata (e quindi scadono il 31 dicembre del settimo anno successivo).

Ad esempio, per la dichiarazione dei redditi 2019 (730/2019, modello Redditi 2019), potrai stare tranquillo solo dopo il 31 dicembre del 2026.

Se l’imposta evasa non supera 50mila euro non si configura alcun reato. Tuttavia, oltre alle tasse che non hai pagato, dovrai versare anche le sanzioni. Diversamente scatta la reclusione da 1 a 3 anni.

A questo punto ti chiederai: che faccio? Comincio a presentare la dichiarazione dei redditi o resto sommerso? Se inizio a dichiarare i redditi mi autodenuncio?

La prima regola è: la regolarizzazione è sempre ben vista.

L’Agenzia delle Entrate inizierà a “conoscerti” come contribuente ma non è detto che inizierà a indagare sul tuo passato.

 

Che cosa rischio se presento la dichiarazione ma non pago le tasse?

In tali ipotesi si passa direttamente alla fase di riscossione. Dopo un avviso di accertamento, che rileva il mancato versamento delle imposte, riceverai una cartella di pagamento. Se non pagherai entro 60 giorni neanche questa, potrai subire un fermo auto, un’ipoteca sulla casa o un pignoramento immobiliare, mobiliare o presso terzi.

 

Pignoramento dell’Agenzia delle Entrate

Per il pignoramento è sufficiente che tu abbia fatto decorrere i 60 giorni dalla cartella e che l’agente della riscossione non faccia a sua volta trascorrere più di un anno dalla notifica.

Il pignoramento della casa non può avvenire se l’immobile ha tutte le seguenti caratteristiche:

  • è l’unico immobile di proprietà del debitore;
  • non è di lusso e non è comunque una villa (A/8), un castello o un palazzo di eminente pregio artistico o storico (A/9).

Negli altri casi si può procedere al pignoramento e alla vendita all’asta dell’immobile solo se:

  • l’importo complessivo del debito è superiore a 120 mila euro;
  • il valore degli immobili del debitore è superiore a 120 mila euro;
  • sono passati almeno sei mesi dall’iscrizione di ipoteca e il debitore non ha pagato o rateizzato il debito, o in mancanza di provvedimenti di sgravio o di sospensione;
  • è adibito a uso abitativo e il debitore vi risiede anagraficamente.

 

Come posso sospendere una cartella di pagamento? 

Per sospendere una cartella di pagamento, l’avvocato tradizionale ti dirà che c’è bisogno di un ricorso al giudice e che sarà quest’ultimo, alla prima udienza, a decidere se bloccare o meno l’efficacia esecutiva della cartella. Ma esiste anche una seconda possibilità: «istanza cartelle pazze». Al contribuente basta chiedere la sospensione della cartella presentando, allo sportello di Agenzia Entrate Riscossione o, in via telematica, tramite il suo sito,  il cosiddetto «modello SL1» e tutto si blocca. L’esattore non può fare pignoramenti, non può iscrivere ipoteche, non può bloccare l’auto, in attesa di decidere sull’istanza. Il silenzio per oltre 220 giorni si considera accoglimento della contestazione e quindi la cartella non va più pagata. Il tutto senza spendere un euro e senza bisogno di avvocati. Unico limite è che la procedura  deve essere attivata entro 60 giorni dalla notifica della cartella e funziona solo per determinate  contestazioni e non per tutte.

 

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Ilenia Cerri
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Forte della sua esperienza in uno studio internazionale di consulenza fiscale, Ilenia aiuta investitori e imprenditori a potenziare il proprio business. Specializzata in Contabilità e Fiscalità nazionale e internazionale, è iscritta all'ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti contabili dal 2003.