Futures: lancio dei contratti Micro sugli indici americani

I contratti micro Futures

Il 6 maggio il CME ha ufficialmente lanciato i contratti micro per quanto riguarda i futures dei principali indici americani.

A tre mesi di distanza la recensione del nostro top trader Stefano Corvi.

Questa famiglia di strumenti va ad aggiungersi ai contratti standard, che sono tradabili solo nel trading floor, e gli storici e popolari contratti mini.

La dimensione micro è disponibile sui mercati già da diversi anni su altri sottostanti, come ad esempio l’oro e l’euro, ma è l’esordio assoluto per quanto riguarda i 4 principali indici americani:

  • L’S&P500, che racchiude le 500 aziende più importanti in assoluto;
  • il Nasdaq100, indice del comparto tecnologico;
  • il Dow Jones, che raccoglie i colossi industriali;
  • il Russell 2000 che racchiude invece società a media capitalizzazione.

Differenza tra mini e micro futures

Al di là di alcuni tecnicismi in merito al regolamento a scadenza, da un punto di vista di trading la grande differenza tra contratto mini e micro sta nel controvalore nominale

Ad Esempio, per l’S&P, mentre un contratto mini ha un moltiplicatore di 50 (e quindi per calcolare il controvalore nominale mosso, va moltiplicato per la quotazione) per un contratto micro il moltiplicatore è 5, quindi il peso è di esattamente 1 decimo.

Questa differenza va ovviamente ad incidere sull’aspetto commissionale, in quanto più basso è il controvalore, più bassi saranno i margini richiesti per tradare.

A livello di movimento minimo di prezzo non si rivelano particolari modifiche, con quotazioni ogni 0.25 per quanto riguarda ES e NQ e 1 punto per quanto riguarda il Dow Jones, e 0.10 come scostamento minimo per il Russell 2000, esattamente come le controparti mini.

Differenza volumi tra contratti Mini e Micro dell’ES (futures con scadenza settembre 19). Fonte CME

Sono davvero utili?

Per gli investitori che già tradano con i mini futures l’arrivo dei micro non sarà particolarmente rilevante, se non per rendere più scalare l’investimento, che a parità di controvalore mosso risulterebbe molto più oneroso. 

  • 1 contratto mini costa in media 2.10€, per un totale di circa 4€ apertura e chiusura.
  • 10 contratti micro, che muovono lo stesso controvalore, avrebbero un costo totale di circa 10€, ovvero più del doppio del contratto mini a parità di controvalore. (broker di riferimento: interactive brokers)

A questo vanno aggiunti eventualmente costi di overnight in proporzione leggermente più onerosi.

I micro futures sono l’ideale per gli investitori che fino ad oggi hanno utilizzato CFD a causa della non elevata capitalizzazione o perché l’esposizione economica del contratto mini minava la loro serenità nell’operare.

La grande problematica dei CFD è che non essendo regolamentati, a prescindere dal broker non si aveva mai una qualità professionale degli investimenti soprattutto nei momenti di media/alta volatilità sul mercato. 

In questo caso, passare dai CFD ai micro permetterà di approcciarsi al mercato regolamentato.

Come funzionano i contratti micro

Ho tradato i micro contratti (quasi esclusivamente su S&P) all’interno del Trading Club per tutto il mese di maggio e giugno utilizzando sia Interactive Brokers che Transact Futures.

La liquidità sul book è sempre stata buona anche nelle situazioni di fast market, e salvo i primi giorni in cui il differenziale Bid/Ask a tratti si allargava a 0.50 non ho mai avuto difficoltà.

Nella quasi totalità degli ingressi a mercato le quantità sono state completamente assorbite (sono arrivato ad ingressi di 25 contratti).

Solo un paio di volte ho avuto eseguiti parziali ma in condizioni di volatilità molto bassa. A livello di volumi sono circa il 20% della controparte mini, con sedute che per quanto riguarda ad esempio l’ES, abbiamo dalle 150k e i 250k di scambi giornalieri, in ogni caso molto più elevati della maggior parte dei futures.

Conclusione

Li trovo molto interessanti per chi muove i primi passi nel trading con i future, sia in un’ottica di fare il grande passaggio tra simulata e reale oppure per testare una strategia in piccolo in reale rapportandosi con le vere dinamiche di mercato.

Per chi invece è già abituato a tradare con i mini, i micro sono praticamente irrilevanti.

Il loro avvento di sicuro porterà nuova linfa vitale ai mercati, che negli ultimi anni stanno avendo una flessione degli scambi. 

La vera rivoluzione di questi micro contratti è sostanzialmente la fine dei contratti CFD, che nei prossimi anni sono destinati a diventare come i  “warrant”, soppiantati dalle opzioni nel nuovo millennio.

Vuoi vedere in diretta su conto reale come utilizzare i micro future?

Stefano Corvi
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Analista e Top Trader in Future, opera sui mercati su base intraday sui futures dell’S&P500. E' la colonna portante dell'Intraday Club.