Trading automatico: cos’è, come funziona, l’impatto sui mercati e approfondimenti – Sommario

  • I sistemi automatici sono degli strumenti informatici che effettuano autonomamente operazioni sui mercati.
  • A dispetto delle apparenze i trading system non possono essere utilizzati da persone non dotate di una consistente preparazione psicologica e finanziaria.
  • Gli expert advisor, nonostante le grandi difficoltà tecniche, sono strumenti ampiamente utilizzati.

Dietro le quinte del trading automatico

Robot, trading system o expert advisor (EA), diversi nomi per indicare lo stesso oggetto. Ma cosa significano questi termini? In poche e semplici parole, parliamo di macchine capaci di decidere quando entrare in un trade, con quanti contratti e quando uscirne. La cosa può apparire irreale. Basterebbe costruire o procurarsi uno di questi sistemi, aprire un conto e vedere la propria equity crescere. Tutto questo magari mentre si è al mare o in montagna a fotografare gli insetti. Niente più stress né rimpianti per trade sbagliati. Nella realtà le cose non stanno così. Il trading automatico, a prescindere dalle difficoltà che esistono nel realizzare uno strumento che funzioni, richiede delle attitudini mentali specifiche.

Come funziona il trading automatico e regole

Come funzione il trading automatico? Molto in sintesi, un robot viene costruito individuando un’inefficienza del mercato, che costituirà il segnale d’ingresso del sistema. Attraverso la statistica e l’analisi degli eventi passati, si scelgono dei parametri che determineranno quando il sistema entrerà, dove piazzerà lo stop loss e dove il take profit. Abbiamo ora uno strumento capace sulla carta di produrre profitto.

Quali sono le criticità legate al trading automatico e agli expert advisor

Le difficoltà che si incontrano nell’utilizzazione di un expert advisor sono legate proprio alla rigidità delle regole statistiche con cui questi sistemi vengono pensati e realizzati. La struttura del sistema si basa sul fatto che bisogna affidarsi completamente alle sue scelte. Infatti non è possibile interferire con esso neanche quando ci si trova davanti a eventi particolari del mercato. Dopo avergli affidato i nostri soldi non potremo più intervenire manualmente sui trade. Il motivo è principalmente uno: evitare di inquinare le statistiche che hanno portato alla taratura dei parametri. Pertanto, è necessaria una fiducia cieca nei confronti di un algoritmo che sulla carta ha dimostrato di funzionare.

Trading system: un’operatività basata su passato e incertezze

Le statistiche vengono fatte su serie storiche che coprono diversi anni o addirittura decenni per i trading system che rimangono a mercato per più giorni. Poiché tutti i mercati sono in costante evoluzione, ogni trader discrezionale sa che deve adattare il suo stile operativo quotidianamente per continuare a essere profittevole.

Prima di mettere un robot a lavoro con soldi reali, vengono fatte delle stime sulla sua profittabilità, sulla sua “abilità” di adattamento e sul capitale necessario ad attraversare i periodi difficili. Per farlo, ancora una volta, vengono utilizzate delle serie storiche. Tuttavia, queste rappresentano il mercato per quello che è stato e non per quello che sarà nel futuro. Parliamo proprio di quel futuro in cui il sistema si troverà ad operare. Pertanto, non è possibile prevedere quando il sistema attraverserà periodi difficili, quando gli stop arriveranno e se saranno ben distribuiti temporalmente o tanto ravvicinati da mettere a rischio il capitale dell’investitore.

Ovviamente chi realizza sistemi di questo genere conosce bene tali problemi. Ancor di più, sa che i parametri utilizzati per metterli a punto potrebbero richiedere degli aggiustamenti per adattarsi alle nuove condizioni di mercato.

Da qui si genera un’altra incertezza. Quando arriva il momento di mettere mano alle tarature ricalibrando il sistema? Un periodo negativo potrebbe essere provocato da un evento locale ma anche da una mutazione permanente del mercato.

La psicologia del trader non discrezionale

Anche in questo scenario per operare sui mercati è indispensabile una preparazione personale e una propensione al rischio. Ciò non basta. In questo caso si richiede anche una totale fiducia nei calcoli sviluppati nei mesi precedenti. Quindi, se si ha la sfortuna di mettere a mercato un expert advisor in un cattivo periodo, il bilancio potrebbe essere negativo per diversi mesi. Di conseguenza, bisognerà disporre di capitale psicologico e finanziario capaci di farci attraversare la tempesta.  

Viceversa, un inizio molto positivo potrebbe indurre il trader ad alterare le sue aspettative, sopratutto se è un utilizzatore del sistema che non ne conosce le realistiche aspettative sul lungo periodo. In questo scenario sarà necessario un buon capitale psicologico per attraversare il periodo in cui il mercato si riprenderà il denaro guadagnato in eccesso.

Spesso i sistemi basati sull’inseguimento del trend hanno delle percentuali di successo molto basse, anche del 35% e ovviamente un rischio rendimento molto favorevole. Questo significa che l’evento stop è molto più frequente e che bisognerà pazientemente attendere il trade giusto, il quale oltre a compensare le perdite produrrà profitto.

Nella realtà, ciò che qui ho riassunto in poche righe richiede un numero di analisti, sviluppatori e matematici con conoscenze specifiche nel complesso mondo del trading automatico. Il trader non può più basarsi sul suo rapporto solitario con i movimenti del mercato. La sua operatività infatti, direttamente o indirettamente, è il frutto di un lavoro e di una fallibilità collettivi.

I trader non discrezionali di successo mitigano questi problemi utilizzando più robot contemporaneamente, facendo lavorare i più performanti in quello specifico periodo. Gli altri vengono testati su conti demo in attesa che i risultati tornino a essere interessanti. Se i diversi sistemi sono basati su inefficienze non correlate si avrà un livellamento della curva di equity, proprio come succede con la diversificazione del portafoglio.

L’impatto dei sistemi automatici sui mercati

Il trading automatico non è un trading passivo. È il frutto di un lavoro specialistico volto ad affinare, perfezionare, tarare e migliorare gli algoritmi.

Non è un caso che la grande maggioranza di questi sistemi è nelle mani di grandi fondi d’investimento, investitori istituzionali e gruppi di ricerca specializzati. Ad oggi il loro impatto sui mercati è diventato importante sopratutto con i sistemi ad alta frequenza. Questi sistemi detti HFT riescono, attraverso mezzi informatici di rilievo e sistemi di comunicazione avanzati, ad autocalibrarsi. Testano la liquidità dei mercati, per poi eseguire fiumi di transazioni di durata temporale minima.

L’aspetto interessante di questi sistemi è che con opportune tecniche tutti possono trarne vantaggio. Infatti con il loro operato creano delle inefficienze che possono essere sfruttate. È quindi possibile capire su quali livelli di prezzo interverranno durante il corso della giornata.

Questa è una delle ragioni per cui nonostante i robot abbiano cambiato in maniera importante i mercati negli ultimi anni trasformandone le dinamiche, il trader discrezionale attento, che ha saputo adeguarsi ai cambiamenti, ne ha comunque tratto beneficio.

Per concludere, possiamo dire che anche il solo utilizzo di sistemi automatici richiede una preparazione da trader, oltre a strumenti molto evoluti di natura statistica e informatica.

Esistono molti punti in comune anche per chi fa dell’utilizzo di queste macchine la sua operatività principale. Infatti, anche un trader non discrezionale dovrà approcciarsi al mercato alla ricerca delle inefficienze. In altre parole, metterà a rischio il proprio capitale con la consapevolezza che, se non sarà una giornata profittevole, potrebbe essere comunque una buona giornata.

Approfondimenti sul mondo degli expert advisor (EA)

In questo breve articolo ti ho voluto dare una panoramica sugli expert advisor (EA) e le difficoltà che si incontrano nel loro utilizzo.

Per approfondire il vasto argomento ti scrivo qualche riga sui temi chiave che spero possa esserti utile.

  • Una volta scovata l’inefficienza, bisogna ottimizzare i parametri che devono essere in numero contenuto. Per ridurre i tempi si può effettuare un’ottimizzazione genetica dei parametri. Tuttavia, è una scorciatoia tale per cui, se non si usano opportune accortezze può falsare alcuni risultati.
  • Dividendo le serie storiche in periodi è possibile ottimizzare il sistema in un periodo detto in sample e testarlo in un periodo successivo detto “out of sample”. Questo metodo si chiama “ottimizzazione walk forward”.
  • Per il calcolo del capitale minimo da investire viene eseguita “l’analisi montecarlo” dei trade. Estraendo casualmente i trade del passato e assumendo che i risultati seguano una distribuzione gaussiana, si possono stimare i possibili scenari e sopratutto la probabilità con cui questi si possono verificare.

Come semplice spunto per fare qualche test*, si possono scegliere le inefficienze prodotte dalla stagionalità di alcune materie prime e le varie scadenze dei futures a esse collegate.

 

*Le strategie proposte sono a solo scopo educativo e da testare su piattaforma demo/simulata.

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Alberto Canu
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Con un background informatico di alto profilo, Alberto si serve dei migliori software in circolazione per ottenere risultati sui mercati senza mai dimenticare l’importanza dell’approccio mentale. Trader per passione dal 1999, è specializzato in HFT e trading Intraday.