Il Trust ti mette le ali… ma va usato con attenzione

Il Trust ti mette le ali… ma va usato con attenzione

Cari amici lettori,

In questo articolo continuiamo a parlare di tutela patrimoniale riprendendo alcuni concetti trattati in precedenza sulla corretta gestione del patrimonio. E lo facciamo affrontando un argomento di cui tanti parlano, ma che pochi veramente conoscono.

L’oggetto delle nostre considerazioni oggi è l’istituto del TRUST.

Il trust è un istituto che ha origine tipicamente nei paesi di common law. Attraverso di esso un soggetto disponente cede un bene/diritto ad un terzo che lo amministra, stabilendo a priori il beneficiario dei frutti della gestione del bene/diritto stesso.

 

I soggetti del trust

Pertanto i soggetti coinvolti nel trust sono i seguenti:

  • Il disponente, che cede un proprio bene/diritto (ad esempio, la proprietà di un compendio immobiliare, di un’azienda o anche di un portafoglio titoli) per il raggiungimento di un determinato scopo;
  • Il trustee, colui a cui viene trasferito il bene/diritto e che ha il compito di amministrarlo;
  • il beneficiario, colui che beneficia dei frutti del diritto che viene trasferito al trustee.

Da notare che nei “charitable trusts” e nei trusts di scopo, se ammessi, manca del tutto un beneficiario determinato.

 

Effetto segregativo

Un elemento fondamentale dell’istituto del trust è l’effetto segregativo.

Con l’istituto del trust il bene/diritto passa dal disponente, che si libera della titolarità del bene/diritto, al trustee, il quale lo accoglie nella sua disponibilità (secondo quanto stabilito dal trustee).

I beni del trust, proprio per l’effetto segregativo, pur non essendo più del disponente, non possono essere aggrediti dai creditori del trustee.

Pertanto, i beni del trust rimangono estranei dal regime patrimoniale del trustee e sono esclusi dalla sua successione. Tutto ciò a garanzia sia del trustee, sia del beneficiario, si del progetto per cui viene costituito un trust.

 

Scopi del trust

Gli scopi per cui viene utilizzato l’istituto del trust possono essere di due tipi:

  • gli scopi di natura liberale;
  • gli scopi di natura solutoria, a fronte di un dovere di adempimento.

 

Gli scopi di natura liberali possono essere ad esempio:

  • il garantire il sostentamento e l’assistenza di persone non autosufficienti;
  • il facilitare il passaggio generazionale di aziende;
  • la protezione del patrimonio dell’imprenditore e dei suoi familiari;
  • fornire garanzie nei rapporti di convivenza.

 

Attenzione

Una riflessione importante, prima di aggiornarci al prossimo articolo, è di tipo critico, non nel senso negativo, ma nel senso positivo del termine.

Quello che mi preme dirvi è che molte volte il trust viene utilizzato per scopi elusivi nei confronti dei propri creditori e può essere causa di false speranze.

Il trust può perdere tutta la sua efficacia se non è adeguatamente programmato e studiato con il supporto di professionisti all’altezza, che conoscano veramente l’istituto e come realizzarlo.

Attenzione, quindi, perché i casi di nullità, simulazione e revocatoria del trust non sono così isolati.

Il trust può essere uno strumento bellissimo, che si adatta alle singole esigenze di chiunque abbia una visione costruttiva del proprio patrimonio.

 

Alla prossima!

 

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