Butterfly e Spread Trading: binomio vincente?

Butterfly e Spread Trading: binomio vincente? – Sommario

  • La butterfly consente di catturare diverse opportunità di mercato.
  • Può essere vista come la somma di due spread intramarket.
  • Si può sfruttare per intervenire in uno spread con prezzi poco appetibili.
  • È utile nella gestione della volatilità degli spread intermarket.
  • Quando si usa la butterfly a fini di copertura, occorre valutare pro e contro dell’aggiustamento.
  • Si può sfruttare a fini speculativi.
  • Gli spread multileg consentono di catturare le inefficienze della struttura a termine dei futures.
  • Con i condor spread si può speculare sulla variazione della struttura a termine.

Utilità operativa della Butterfly nello Spread Trading

Ti è mai capitato di considerare un ingresso in uno spread ed accorgerti di non potertelo permettere? E dover abbandonare un’operazione sempre più appetibile a causa di una pianificazione scorretta? Sono sicuro che la risposta è sì.

Sui mercati non c’è una soluzione univoca a tutti i contesti, ma certamente la butterfly deve diventare un’arma a tua disposizione.

Inoltre la butterfly ti consente di sfruttare distorsioni e tendenze della struttura a termine di qualsiasi materia prima; di abbassare la volatilità degli spread tradizionali e di moltiplicare le tue opportunità operative.

Da un punto di vista operativo, quando uno spread può metterti in difficoltà a priori? Ma soprattutto, come può aiutarti la butterfly?

Creare una Butterfly

Facciamo un esempio. Supponiamo di operare in spread su una commodity vendendo la scadenza di luglio e comprando agosto. Saremmo quindi short sullo spread luglio-agosto. A questo punto possiamo intervenire in maniera opposta sulla stessa materia prima, nello specifico andare long sullo spread immediatamente precedente oppure successivo. Quindi comprare giugno e vendere luglio, oppure comprare agosto e vendere settembre.

In questo modo abbiamo una butterfly in cui abbiamo due contratti in vendita e due in acquisto. Ma come utilizzarla al meglio?

Livello di prezzo poco appetibile

Può succedere, analizzando uno spread, di avere molti fattori a favore, come l’analisi tecnica, l’analisi fondamentale, la stagionalità e il backtest.

I prezzi potrebbero però non essere particolarmente convenienti. Questo a volte è vero in termini assoluti e quindi meglio accantonare lo spread. Altre volte invece è solo una questione di money management, nel senso che non possiamo permetterci di sopportare lo spread fino ai suoi massimi storici.

In quest’ultimo caso potrebbe essere un’idea intervenire comunque nello spread, prevedere delle mediate ma, superato un certo livello di prezzo, coprirci costruendo una butterfly.

Quali scadenze scegliere? Innanzitutto occorre cercare di mantenere le scadenze tra di loro equidistanti ma soprattutto coprire lo spread originario con un altro che abbia un impatto economico simile.

Se prima dell’ingresso pianifichi la possibilità di coprirti con una butterfly devi quindi preoccuparti di avere a disposizione spread che abbiano un comportamento in linea a quello che vuoi coprire. Inoltre è bene inserire la copertura prima di raggiungere la massima perdita stabilita.

Gestire uno spread intermarket

Penso sia capitato a tutti di essere vittima della volatilità degli intermarket. Tra quelli visti negli ultimi anni nel Trading Club ricordo bene lo spread KE-ZW e lo spread ZM-ZS. Anche se in questo caso parliamo di materie prime diverse, e quindi non possiamo parlare di butterfly, questo non significa che non possiamo fare ragionamenti analoghi.

Ad esempio possiamo coprire uno short su ZM-ZS di luglio andando long sullo stesso spread ma con una scadenza diversa. In questo modo, se scegliamo scadenze vicine allo spread originario, andiamo quasi ad azzerare la volatilità congelando la situazione. Inoltre così facendo di fatto possiamo vedere l’intera operazione come due spread intramarket avendo così ulteriori spunti di gestione.

Se quindi sei short su ZM-ZS di luglio e vai long su ZM-ZS di settembre è come se avessi in portafoglio ZM luglio – ZM settembre (in vendita) e ZS luglio – ZS settembre (in acquisto).

Pro e contro dell’aggiustamento

Proteggere la posizione originaria con una copertura ci consente di bloccare la perdita, rispettare il nostro money management rimanendo però a mercato. Sai bene quanto a volte possa essere difficile accettare la perdita, ma anche intervenire nuovamente su una posizione dopo una stop. La butterfly non solo congela la posizione ma soprattutto controlla l’emotività del trader rendendolo più lucido sul mercato.

Un altro vantaggio nell’utilizzare la butterfly è che, essendo una copertura, abbiamo una riduzione dei margini richiesti.

Nel momento in cui decidiamo di coprirci è però necessario avere una maggiore attenzione al mercato e dobbiamo essere proattivi. La copertura infatti ad un certo punto dovrà essere chiusa mantenendo lo spread originario per sfruttare il movimento di rientro. Individuare il timing di ingresso della copertura è relativamente semplice in quanto è dettato dal money management.

È sempre comunque consigliabile pianificare il livello di entrata sopra/sotto importanti resistenze/supporti grafici con valenza storica. Il problema è la presa di profitto in quanto non sappiamo quanto il mercato andrà a sfasarsi.

Il rientro a volte è preceduto da segnali di analisi tecnica ma spesso è improvviso e veloce. Il rischio di accusare una perdita da entrambi le posizioni è quindi sempre presente.

Come speculare con la Butterfly

Le butterfly possono essere sfruttate anche a scopo speculativo e ci sono almeno tre motivi per inserirle in portafoglio.

In primo luogo, essendo spread multileg, ci consentono di ridurre il rischio e la volatilità rispetto agli spread a due gambe. Questo significa poter trattare posizioni che altrimenti dovremmo accantonare, ma anche avere più flessibilità nella gestione e nelle mediate.

Inoltre spesso le stagionalità nelle butterfly sono meno forti ma si sviluppano su orizzonti temporali maggiori rendendole ideali per chi vuole un portafoglio di lungo periodo. Ovviamente a livello operativo valgono tutte le considerazioni che si fanno sugli spread a due gambe.

Sfruttare la struttura a termine dei future

Con le butterfly possiamo inoltre sfruttare distorsioni e tendenze della struttura a termine dei futures.

È più frequente di quel che si pensi vedere delle irregolarità lungo le varie scadenze di una materia prima. Ad esempio all’interno di una struttura a termine in contango possiamo trovare una scadenza con quotazioni superiori a quelle vicine. Potrebbe quindi valere la pena vendere la scadenza che quota a premio coprendosi con le scadenze immediatamente precedente e successiva. Queste situazioni sono tipiche dei mercati poco liquidi come ad esempio le carni.

Un’altra analisi importante è confrontare la struttura a termine con la sua media a 5 anni, per verificare se effettivamente siamo di fronte ad un’anomalia ed analizzare il comportamento storico della butterfly che si costruisce.

Ultima possibilità: il Condor Spread

L’ultimo fenomeno che possiamo catturare con gli spread multileg sono le variazioni che si possono riscontrare nella struttura a termine. Ad esempio in questo momento sui prodotti petroliferi abbiamo una backwardation ampia tra le scadenze vicine nel tempo ma meno forte su quelle lontane. Quindi, a parità di scadenze, in questo momento al passare del tempo la backwardation si amplifica.

L’idea operativa a questo punto potrebbe essere vendere uno spread a breve termine speculando sul rientro della backwardation. Contemporaneamente acquistarne uno a lungo termine che, quotando a prezzi inferiori, ha più margini di apprezzamento rispetto al primo spread ottenendo un profitto complessivo.

Ad esempio vendere lo spread CL luglio – CL agosto e comprare CL ottobre – CL novembre. In questo caso, non avendo gambe in comune, la strategia si chiama Condor spread.

Conclusioni

Gli spread multileg ci permettono sicuramente di avere più frecce al nostro arco per avere un portafoglio ben diversificato e ricco di operazioni.

Da un punto di vista tecnico e operativo non ci sono grandi differenze rispetto agli spread a due gambe. Tuttavia quando sfruttiamo la butterfly a fini di copertura la vera differenza la fanno una corretta pianificazione e la possibilità di poter seguire il mercato.

Coprirsi può essere un’ottima mossa ma il rischio è quello di passare dalla padella alla brace.

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A presto!

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Alessio Barbonaglia
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Imprenditore, professore di matematica e trader da diversi anni, Alessio è specializzato in Commodity Spread trading. Le materie prime non hanno segreti per lui né nella vita né sui mercati.