Borsa di Amsterdam: nascita del mercato azionario

Borsa di Amsterdam: nascita del mercato azionario – Sommario:

  • La Borsa di Amsterdam rappresenta il primo mercato azionario ufficiale della storia, nato per finanziare le spedizioni di navi commerciali dall’Estremo Oriente.
  • Il primo edificio adibito allo scambio di titoli fu costruito nel 1611, dando inizio alle prime speculazioni.
  • La Compagnia Olandese delle Indie Orientali diventò il primo intermediario tra gli investitori e impresari. Tuttavia, essa non pagava regolarmente i dividendi che spettavano agli azionisti.
  • La prima bolla speculativa che causò la rovina finanziaria di molte persone risale al 1637. Essa riguardava i primi contratti future sui tulipani che arrivarono a prezzi altissimi, fino a crollare del tutto in poco tempo.

Alla scoperta della Borsa di Amsterdam, il mercato azionario più antico del mondo

In questo articolo andremo a scoprire la storia della Borsa di Amsterdam (oggi Euronext Amsterdam), ossia il primo mercato finanziario moderno. Conosciuta precedentemente come Amsterdam Stock Exchange, è la più antica borsa valori ancora attiva.

Ti sei mai chiesto quando e come è nato il mercato azionario? Al giorno d’oggi, ogni singolo Paese ne ha uno proprio. Tuttavia, inizialmente non era così diffuso.

Contrariamente a quanto si possa pensare, le origini della finanza moderna risalgono a molto tempo fa. Più precisamente, al quindicesimo secolo.

Origine del termine Borsa

La prima compravendita di titoli della storia sembra risalire addirittura nel 1500, nella città belga di Bruges. Questi titoli rappresentavano un credito, caratterizzato da merci di scambi commerciali tra paesi lontani. Potevano essere cibo, spezie o altri materiali importati o esportati. Perciò, proprio a causa della loro lontana provenienza, tali beni non potevano essere scambiati materialmente.

Questi scambi di titoli inizialmente avvenivano in un palazzo appartenente alla famiglia Van der Bourse. Lo stemma di questa casata era rappresentato proprio da tre borse. Da qui originerebbe il termine “borsa”.

I titoli acquistati non potevano essere rivenduti, ed erano assenti tutte le regolamentazioni degli scambi.

Tuttavia, alcuni studiosi affermano che questo termine derivi dalla famiglia di mercanti veneziani Della Borsa.

Amsterdam Stock Exchange: origini della Borsa di Amsterdam

La Borsa di Amsterdam fu fondata nel 1602 dalla Compagnia Olandese delle Indie Orientali, nonché la prima società per azioni della storia. La necessità della sua creazione risiede nel bisogno di cercare fondi, per finanziare il trasporto delle merci dall’Estremo Oriente.  

A causa della scarsa manutenzione delle navi, e della presenza di pirati nell’oceano, il trasporto era molto rischioso. Infatti, c’era una possibilità su tre che la nave non arrivasse a destinazione. Dunque, era troppo avventato comprare interamente le navi piene di merci. 

Perciò, conveniva comprare solo parti percentuali di più spedizioni, per diversificare e proteggersi dal rischio. Se una di queste non giungeva a destinazione, si poteva comunque trarre profitto dalle altre.

Prima sede fisica della Borsa di Amsterdam e nascita della speculazione

Nei primi anni, la Borsa di Amsterdam non aveva una vera e propria sede fisica. Le contrattazioni avvenivano tramite l’uso di una campana, in un posto concordato di volta in volta. Il modello di scambio delle azioni avveniva analogamente a quello attuale, con l’introduzione della rivendita.

Dunque, da questo momento in poi, i titoli acquistati potevano essere anche ceduti, dando inizio, perciò, alla speculazione. Il proprietario che li deteneva, quindi, poteva incassare una percentuale fissa degli utili e poi scegliere anche di cederli. Il tutto avveniva senza toccare mai con mano le merci che le azioni rappresentavano.

Inoltre, nel 1611, l’architetto Hendrick de Keyser costruì il primo edificio della storia dedicato interamente alla compravendita di azioni. Esso rappresenta la prima sede fisica di scambio di titoli della storia.

Primo contratto azionario 

La ricevuta del primo contratto azionario più datato venne trovata da uno studente dell’università di Utrecht. Essa sembra risalire all’anno 1606, apparteneva ad un certo Pieter Harmensz, nella cittadina di Enkhuizen.

Questa era la terza città con più scambi dopo Amsterdam e Middelburg, con un totale di 540 mila fiorini olandesi scambiati. Tuttavia, inizialmente i dividendi non erano pagati con costanza, né immediatamente. Infatti, la prima cedola incassata di Harmensz risale al 1610, dopo ben 4 anni.

In quegli anni i dividendi erano frutto di controversie, perché spesso non erano pagati come da accordi. Solitamente venivano saldati con una parte in denaro e una in spezie. Comunque, si può asserire che la Compagnie delle Indie Orientali non si comportasse benissimo con i propri azionisti. 

Compagnia Olandese delle Indie Orientali: primo broker della storia

Il mercato olandese trasformò ben presto l’azione scambiata in un titolo a sé stante. Dopo aver investito su una spedizione commerciale, finalmente non serviva più che questa arrivasse a destinazione. Il titolo si poteva vendere e incassare i proventi molto prima. La ricevuta d’acquisto di un titolo diventò, quindi, un importante strumento speculativo.

Inoltre, la Compagnia Olandese delle Indie Orientali doveva obbligatoriamente fornire periodicamente l’andamento degli investimenti effettuati. Essa diventò, quindi, un vero e proprio intermediario finanziario tra imprese e investitori

In poco tempo, grazie alle nuove procedure di investimento, la cerchia ristretta di azionisti si espanse sempre di più. Il numero di partecipanti alle aste di titoli crebbe in maniera esponenziale. Perciò, le regole furono via via più numerose e precise.

Bolla dei tulipani: prima bolla speculativa della storia alla Borsa di Amsterdam

Le prime regolamentazioni non sono bastate per scongiurare il primo crack finanziario della storia. Nel 1634, il prezzo dei tulipani, soprattutto della specie Semper Augustus, fece la comparsa nel mercato a prezzi elevatissimi. Questa tipologia di fiore era esotico e molto ricercato, le varietà meno comuni erano considerate dei beni di lusso. 

Questi tulipani avevano un ciclo produttivo lento, perciò la domanda superava di gran lunga l’offerta. Conseguentemente, si acquistarono i bulbi di Semper Augustus prima della raccolta ad un prezzo fissato, e proprio da qui nacquero i contratti future.

Dunque, si contrattava prima ancora che nascessero i fiori, infatti si verificò una forte speculazione su questo prodotto. Furono coinvolti molti investitori e molte imprese commercianti anche di altri settori.

Crollo dei prezzi e panic selling

I prezzi di questi fiori diventarono talmente alti che, nel 1637 ad un’asta di tulipani non si presentò quasi nessuno. Il prezzo calò del 5 percento in un giorno, creando un effetto a catena. 

In poco tempo si verificò un panic selling generale, tale da far andare in fumo moltissimo denaro. Chi aveva stipulato contratti future si trovò a dover pagare una cifra esorbitante i tulipani, che ormai non valevano praticamente nulla.  

Inseguito, al fine di non far ricapitare una situazione simile, la Compagnia Olandese proibì una speculazione troppo marcata

Essa trasformò i contratti future in opzioni. L’obbligo di acquisto del sottostante ad una certa scadenza si trasformò bensì in un diritto. Se non esercitato, comportava il pagamento di una penale, pari al 3,5 percento del valore totale del contratto. 

Storia moderna della Borsa di Amsterdam

Per intravedere il primo fondo d’investimento nella Borsa di Amsterdam dobbiamo aspettare il 1774.

Lo scopo della sua formazione era quello di incentivare ad investire anche con piccole quantità di denaro. In questo modo si poteva coinvolgere molte più persone, anche del ceto medio.

Il fondo si chiamava Eengracht Maakt Macht, che significa “l’unione fa la forza”. Fu fondato da Abraham van Ketwich, per permettere di diversificare di più le azioni e minimizzare i rischi.

Euronext Amsterdam

Nel 2000, insieme al mercato di Parigi e Bruxelles, la borsa di Amsterdam fondò “Euronext”. Esso è il principale mercato europeo finanziario e borsa valori dell’eurozona e comprende le borse di Bruxelles, Parigi, Lisbona, Amsterdam e Londra.

Dal 2014 è una vera e propria società indipendente, di stampo anche internazionale. Infatti, a partire dal 2007 si è fusa con la borsa di New York, dando vita al NYSE Euronext. Successivamente, il gruppo NYSE Euronext è stato acquistato dall’Intercontinental-Exchange (ICE), il quale ha annunciato l’intenzione di voler dividere e vendere la parte europea del gruppo borsistico.

Attualmente, gli indici principali di Euronext Amsterdam sono l’AEX (Amsterdam Exchange Index) e l’AMX (Amsterdam Midkap Index).

Amsterdam Exchange Index (AEX)

L’Indice AEX (acronimo di Amsterdam Exchange index) include le maggiori società olandesi quotate all’Euronext Amsterdam. Nato nel 1983 come European Options Exchange (EOX), l’indice AEX è composto dai 25 più grandi titoli azionari. La sua composizione si aggiorna di anno in anno il primo marzo. Ad oggi include:

  • Adyen
  • Aegon
  • Ahold Del
  • Akzo Nobel
  • Arcelormittal
  • Asm International
  • Asml
  • Asr Nederland
  • Be Semiconductor
  • Dsm Kon
  • Heineken
  • Imcd
  • Ing Groep N.V
  • Just Eat Takeaway
  • Kpn Kon
  • Nn Group
  • Philips Kon
  • Prosus
  • Randstad Nv
  • Relx
  • Royal Dutch Shella
  • Signify Nv
  • Unibail-Rodamco-We
  • Unilever
  • Wolters Kluwer


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Autore: Enrico Ciardo

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