Come riconoscere una bolla speculativa – Sommario:

  • Una bolla speculativa è un fenomeno in cui un determinato titolo è soggetto ad ampi volumi di scambi.
  • Essa è composta da 3 fasi: nascita, espansione, esplosione.
  • La prima bolla speculativa della storia risale al 1637 e riguarda una precisa specie di tulipani, i Semper Augustus.
  • Ci sono diverse teorie concernenti la causa del fenomeno della bolla speculativa. Tuttavia, ciò su cui si conviene maggiormente, è che l’esistenza di questo fenomeno abbatte la teoria dei mercati efficienti (EMH).
  • Gli esperti nel settore consigliano alcuni atteggiamenti e misure precise da adottare per fronteggiarle al meglio, e riconoscerle in tempo.

Significato, storia e caratteristiche di una bolla speculativa 

Con la crescente globalizzazione, i mercati azionari non sono più oggetto di attenzione di poche persone. Infatti, ciò che prima era di interesse esclusivamente di un singolo stato o nazione, oggi coinvolge praticamente tutto il mondo.

Tra i risvolti positivi e negativi che tutto questo comporta, molto interessante è il fenomeno delle bolle speculative.

In questo articolo, ci immergeremo all’interno di questa “anomalia”, descrivendo la sua storia, e come riconoscere una bolla speculativa sui mercati.

Definizione di bolla speculativa

Lo “scoppio” del Bitcoin nel 2015, la caduta di Wall Street del 1929, la “Housing Bubble” nel 2007-2009.

Questi, sono tutti esempi di bolle speculative. Alcune hanno lasciato pesanti strascichi per molto tempo, altre meno. Dunque, che cosa sono?

Una bolla speculativa è un fenomeno in cui un determinato titolo è soggetto ad ampi volumi di scambi. Questo comporta un rialzo molto marcato del prezzo, che arriva a superare nettamente il valore intrinseco del titolo stesso. 

Tuttavia, la causa di tutto ciò deriva da operazioni perlopiù speculative, che di investimento vero e proprio. Infatti, a prevalere è l’euforia degli investitori, più che una vera valutazione razionale dei beni.

Molti studiosi hanno svolto delle ricerche per identificare il fenomeno, in modo da rilevarne i tratti ricorrenti. Tuttavia, ci sono ancora oggi delle teorie contrastanti.

Fasi di una bolla speculativa

Una bolla speculativa è composta da 3 fasi: nascita, espansione, esplosione.

La nascita è anche chiamata “accumulazione”. Essa è caratterizzata da un leggero aumento del prezzo di un titolo. In questa fase è praticamente impossibile riconoscerla, perché il rialzo è ancora dimensioni contenute.

L’espansione è la fase in cui sopravviene l’euforia, e dove intervengono anche gli istituzionali. È un’amplificazione della prima fase, in cui il prezzo vola alle stelle.

L’esplosione è il momento in cui il prezzo crolla in pochissimo tempo, in modo inaspettato. In questa fase, gli investitori più preoccupati da un prezzo esorbitante, cominciano a vendere il titolo. Successivamente, si scatena un effetto domino, che causa un vero e proprio panic selling.

Prima bolla speculativa della storia: la bolla dei tulipani, nel 1637

La prima bolla speculativa della storia avvenne nei Paesi Bassi, nella prima metà del 1600 e riguardava una precisa specie di tulipani, i Semper Augustus

Questa tipologia di fiore era molto richiesto, così tanto da essere considerato un bene di lusso. Perciò, il prezzo diventò ben presto molto alto. Dunque, a causa della forte speculazione, furono coinvolti anche molti investitori di altri settori.

Tuttavia, nel 1637, i prezzi diventarono talmente alti che ad un’asta di tulipani non si presentò quasi nessuno. Perciò, Il prezzo calò di una grossa percentuale, creando un panic selling, con un crollo vertiginoso del loro valore.

Inoltre, molte persone si trovarono a dover pagare una cifra esorbitante per dei tulipani che ormai non valevano nulla. Infatti, ciò avvenne perché si arrivò ad effettuare le contrattazioni prima ancora che essi nascessero.

Possibili cause e teoria dei mercati efficienti

Ci sono diverse teorie riguardanti la causa del fenomeno della bolla speculativa. Molti economisti, investitori e premi Nobel si sono interessati a questo tema.

Secondo Kahneman, la causa principale delle bolle speculative è bias dell’infallibilità delle precisioni future. Esso consiste nelle aspettative errate che generano i rialzi dei prezzi, su una continuazione ulteriore del trend rialzista. 

Secondo W. Buffett, invece, esse sono frutto di un’influenza continua tra investitori. Infine, secondo Shiller a prevalere è l’entusiasmo generato dalla novità di un bene o un titolo.

Dunque, una versione univoca non è ancora stata trovata.

Tuttavia, ciò su cui si conviene maggiormente, è che l’esistenza di questo fenomeno abbatte la teoria dei mercati efficienti (EMH).

Essa descrive il prezzo del mercato come la risultate di tutte le informazioni disponibili da parte degli investitori. Tuttavia, fenomeni come questi dimostrano che, talvolta, il prezzo rispecchia l’irrazionalità, più della logica.

Quindi, il mercato non è “efficiente”. 

Bolle speculative: si possono prevedere?

Come detto prima, le bolle speculative sono degli incrementi volumetrici di transazioni riguardanti un titolo, in un tempo estremamente ridotto. 

Sebbene esse siano inizialmente impercettibili, esistono dei software statistici che li individuano tempestivamente. 

L’occhio umano non riesce a cogliere queste anomalie. Questo avviene perché sono situazioni non lineari, cioè che non fanno parte di un modello regolare, facilmente riconoscibile.

Tuttavia, modi per creare un profitto costante dalle stesse attualmente non esistono. Infatti, scoprire sempre il timing giusto di un rialzo repentino del prezzo, o di un crollo, è praticamente impossibile. 

Perciò, gli investitori sono divisi su questo tema. Alcuni le considerano come delle potenzialità di guadagno, altri invece come dei fallimenti assicurati.

Cosa consigliano gli esperti

Positivo o negativo che sia, il fenomeno della bolla speculativa è un tema con il quale si scontrerà chiunque.

Perciò, gli esperti nel settore consigliano alcuni atteggiamenti e misure da adottare per fronteggiarle al meglio.

Il primo consiglio è quello di diffidare da crescite violente di un titolo, bisogna assolutamente contestualizzarlo nel periodo storico vigente. 

Un esempio è l’attuale rialzo dell’indice S&P 500, che ha superato i massimi storici. Il momento storico che stiamo affrontando è davvero difficile per l’economia globale. Perciò, è indicato quantomeno diffidare dal considerarla completamente “in salute”, nonostante un trend dei prezzi in rialzo.

Un altro consiglio degli esperti, è analizzare l’andamento storico dei prezzi del titolo interessato. Ha avuto precedenti rialzi repentini in passato? Come si è comportato il prezzo nel periodo successivo agli stessi?

Per concludere, con l’esperienza si può imparare a riconoscere una bolla speculativa. Tuttavia, spesso lo si fa a posteriori, perché coglierla in flagrante è molto complesso.

Dunque, bisogna rimanere sempre aggiornati sulla situazione economica generale, e sull’analisi fondamentale. Essa ti permette di capire se i rialzi di un titolo sono motivati, oppure sono dovuti perlopiù a un’attività speculativa temporanea.

Inoltre, come anticipato in questo articolo, sebbene sia risaputo che, nel trading, l’aspetto mentale è forse la cosa più importante assieme alla tecnica, solo pochi fanno qualcosa per migliorarlo. A dimostrarlo, sono proprio i comportamenti irrazionali messi in atto dagli investitori durante una bolla speculativa, basando scelte di investimento o disinvestimento su euforia e emozioni del momento o seguendo semplicemente la massa.

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Autore: Enrico Ciardo

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