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Banche italiane? Si salvi chi può!

banche italiane

All’indomani di uno degli eventi più incerti per la storia dell’Unione Europea, la Brexit, si materializza uno dei nostri peggiori incubi: la crisi del sistema bancario nel vecchio continente.
C’è una domanda che continua a tener tutti col fiato sospeso: sono al sicuro i nostri soldi?

Banche italiane: ci possiamo fidare?

Dopo le vicende di Banca Etruria e della Banca Popolare di Vicenza le certezze di un tempo si sono polverizzate!

Dopo l’adozione di uno dei provvedimenti più beceri della storia d’Europa, il BAIL-IN le notti di molti risparmiatori sono divenute insonni!

Per molti il conto alla rovescia è già iniziato e ha assunto le sembianze della Banca Monte dei Paschi: lo scorso 4 luglio Monte dei Paschi ha ricevuto una lettera dalla Bce con l’imposizione di ridurre le sofferenze di 10 miliardi entro il 2018. La conseguenza: -14% in poche ore.
Due giorni dopo altre brutte notizie: il titolo registra un altro -19% e una capitalizzazione scesa sotto gli 800 milioni di euro. La Consob blocca le vendite allo scoperto fino alla fine della seduta.
Secondo il Wall Street Journal e il Financial Times le conseguenze della crisi italiana potrebbero facilmente contagiare l’intera zona euro. A differenza della Spagna e dell’Irlanda, il bel paese NON ha mai revisionato in “maniera serie” le proprie istituzioni finanziarie e, adesso, potrebbe diventare l’anello debole dell’intero sistema.

Cosa pensa la gente di questa situazione? Perché siamo arrivati a questo punto?
È tutta colpa dell’Italia o c’è lo “zampino” delle lobby bancarie tedesche?

Non pochi esperti ritengono che la situazione bancaria italiana e quella europea più in generale, sia il risultato di una gestione perversa della crisi da parte delle autorità europee (Germania? ) che hanno fatto avvitare su se stesse le economie di quasi tutti i paesi del vecchio continente.
Ancora, per molti economisti si tratta addirittura di una strategia pianificata .

Del resto guardiamo in faccia alla realtà: i paesi forti che comandano in Europa come la Germania hanno imposto politiche di austerità che hanno provocato fallimenti a catena e quindi crediti inesigibili verso le banche che si sono ritrovate degli “incagli “ enormi!

Però, come in tutte le cose, se non si agisce tempestivamente le cose peggiorano; precipitano!

Il malato diventa il sistema bancario europeo. E, in modo più grave, quello dei paesi periferici come l’Italia ne sono stati devastati!

Come rispondono “tedeschi & company” a chi li mette di fronte a queste accuse?
La fanno facile, dicono che “la nostra” è una gestione nepotistica e clientelare, incapace di arginare i problemi. E, in effetti, come dargli torto su questo punto.

 

Qual è i risultato?

Il malato è grave! Capitali quasi tutti azzerati per i continui aumenti di capitale.

E la situazione fuori dai nostri confini?
La politica del “mal comune, mezzo gaudio” non può certo rasserenarci e, infatti, non se la passano meglio nemmeno le banche straniere, Deutsche Bank o Commerzbank in testa che hanno perso oltre il 50% del loro valore in soli sei mesi.

E quindi? Come dovrebbe comportarsi un povero risparmiator davanti a questi “chiari di luna”?

Se alle preoccupazioni del Bail-in aggiungiamo che le quotazioni delle banche italiane sono in mano alle decisioni politiche, suscettibili di grandi variazioni al minimo “soffio di vento”. Al primo annuncio estemporaneo, alle minime dichiarazioni si scatena l’inferno!

Investire sul sistema bancario oggi equivale a scommettere sul rosso e sul nero.

Questo è il momento in cui bisogna mettere in moto l’intelligenza travestita da auto-conservazione, questi sono i momenti in cui investitori e risparmiatori si debbono guardar intorno e cercare sicurezza, una sicurezza che le nostre banche attualmente NON sono proprio in grado di offrire.

 

Come si fa a proteggere i nostri risparmi, a mettere al sicuro il nostro futuro?

Come evitare di finire come quel povero pensionato che solo pochi mesi fa si è visto bruciare tutti i propri risparmi in un batter d’occhio?

Molti investitori stanno ricorrendo a banche e brokers esteri, soprattutto americani o inglesi e stanno, in questo modo, “diversificando il rischio evitando di tenere “tutte le uova nello stesso paniere”.

Attenzione: molto spesso il nostro stesso sistema fiscale cerca di impaurire i poveri cittadini costruendo propagande di divieti e falsi miti sui paradisi fiscali; ma la verità è che di fronte a trasferimenti tracciati e regolari, di fronte a provenienze “pulite” dei nostri risparmi, mettere “quattro soldini” al sicuro in un broker straniero è più che regolare e più che sicuro.

Noi di Assistenza Brokers facciamo la nostra parte; noi da sempre diamo il nostro contributo per aiutare gli investitori a gestire al meglio i propri risparmi grazie ad Interactive Brokers che rappresenta, al momento, il sistema più efficace, più economico e soprattutto più garantito per proteggere il proprio capitale e per investirlo con successo tagliando all’osso costi bancari e commissioni.

Noi riteniamo che 5 miliardi di capitale sociale; che la proprietà dell’80% delle proprie quote azionarie; che una copertura assicurativa fino a 500.000 dollari offerta dalla Securities Investor Protection Corporation (“SIPC”) e una ulteriore protezione offerta dalla Lloyd’s di Londra fino a un massimo di 30 milioni di dollari per i fondi istituzionali che operano tramite Interactive Brokers facciano di questo colosso una importante e sempre più indispensabile alternativa al sistema bancario tradizionale.

Del resto, ci dicono sempre che se non ci pensiamo noi ai nostri soldi non non ci penserà nessuno; forse è giunto il momento di iniziare a pensarci.

Se vuoi approfondire puoi trovare tutte le informazioni direttamente sul nostro sito.

 

Scritto da Il Team di AB

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