Banche: diamoci un taglio

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Questa non è una conversazione di fantasia, ma una reale situazione che ho sentito con le mie orecchie in posta mentre facevo la fila per pagare una bolletta.

BANCHE: è ora di dire basta

“ Che obbligazioni avete?”

“Maaaaa…ne abbiamo una a tasso variabile che paga il 3%”

“ In che senso variabile?”

“ Varia a seconda del dax”

“ Cuslè il dax? ( dialetto della zona)”

“ E’ un indice, tedesco credo”

Tipico esempio di asimmetria informativa. Anzi peggio, perché in questo caso chi doveva vendere un prodotto ne sapeva probabilmente meno di quello che doveva comprare.

Questo è ancora peggio di quello che sta capitando nelle piccole banche che sono state salvate per un pelo a danno dei consumatori, come sempre. Perché il colloquio non era nemmeno tra un impiegato bancario, ma da un impiegato postale.

E sinceramente provo pena per tutti questi impiegati che dopo 30-40 anni di servizio si trovano forzati a vendere prodotti senza averne conoscenza alcuna.

Si tratta di realtà di provincia dove gli impiegati e gli acquirenti si conoscono, si frequentano nella vita di tutti i giorni e quindi si fidano ciecamente di quello che viene proposto.

Quando poi i prodotti si rivelano delle autentiche fregature, o altamente rischiosi, a questo punto le vittime non sono solo i sottoscrittori, ma anche gli impiegati ignari che si trovano nella spiacevole situazione di aver messo nei guai, senza volerlo, dei loro amici.

In Italia al momento operano più di 600 Istituti Bancari tra grandi e piccoli. Un numero a dir poco enorme rispetto a quello di paesi molto più grandi del nostro.

Basti pensare al Regno Unito dove il sistema negli ultimi decenni si è sempre più accentrato in mano alle Banche più grandi come Barclays, Royal Bank of Scotland o HSBC.

Accentrare il sistema in mano a pochi istituti presenta l’ enorme vantaggio che esse sono, come direbbero gli Americani, “too big to fail” ovvero troppo grandi per fallire.

Il problema dei piccoli istituti di provincia è proprio questo, sono così piccoli che bastano alcune operazioni avventate poste in essere da dirigenti avidi ed ignoranti per vaporizzare milioni di euro di risparmi di piccoli investitori che per accumulare anche 50 o 100000€ ci mettono una vita intera di fatiche e di rinunce.

Basti pensare al recente caso della Banca dell’ Etruria dove insieme ai mutui venivano vendute a forza azioni ed obbligazioni che adesso non valgono più niente.

La Banca alla fine è stata salvata, i risparmiatori no.

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Ora provate a pensare all’impiegato della Banca di provincia che non può nemmeno più uscire di casa per paura di incontrare quelli che una volta erano loro amici e che hanno avuto l’unica sfortuna di trovarsi da una parte e dall’altra di un bancone.

Una storia dove non ci sono vinti e vincitori, ma solamente degli sconfitti.

Anzi sicuramente qualche vincitore ci sarà, ovvero i dirigenti che attraverso la vendita di quelle azioni ed obbligazioni avranno goduto di bonus da sogno.

A questo punto spero che questo ennesimo articolo serva per risvegliare le coscienze delle persone. Per prendere in mano i propri risparmi e decidere che cosa fare delle propria vita.

Io personalmente in Banca ci tengo il meno possibile, preferisco lavorare personalmente i miei soldi perché se proprio devo perdere qualcosa almeno lo faccio con la mia testa.

Diventiate gli artefici del vostro successo. Non lasciate che qualcuno decida per voi. Siate i padroni della vostra vita.

E ricordate che nessuno è degno di gestire il vostro denaro. Perché solamente voi sapete quanta fatica vi è costato metterlo da parte.

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Andrea Arnesano
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Analista e Top Trader in opzioni, gestisce i clienti nella loro operatività sui derivati e anima il Trading Club Multiday.