Banche centrali: funzioni e obiettivi – Sommario

  • Le banche centrali gestiscono la valuta di una nazione.
  • Le più importanti sono: BCE, FED, BoE e BoJ.
  • L’obiettivo principale della banca centrale è quello di mantenere la stabilità dei prezzi.
  • Lo strumento per farlo è il tasso di interesse.
  • Il tasso di interesse incide sui prezzi del mercato obbligazionario e azionario.

Banche centrali: con quali strumenti gestiscono le valute e a quale fine

Le banche centrali si occupano principalmente della gestione della valuta di una nazione o di un gruppo di nazioni, con l’obiettivo principale di sostenere una stabilità dei prezzi. In che modo? Controllando il tasso di interesse in base all’andamento dell’economia.

Questo non ha solo un riflesso sull’economia, ma anche sul mondo della finanza e del trading. Infatti anche i prezzi di obbligazioni e azioni risentono delle sue variazioni.

Banche centrali: cosa sono e quali sono le più importanti

Le banche centrali sono delle istituzioni pubbliche che gestiscono la valuta di una nazione o di un gruppo di nazioni.

Le più importanti banche centrali al mondo sono:

  • Banca Centrale Europea (BCE), gestisce la valuta euro, detenuta da 19 Paesi dell’Unione Europea;
  • Federal Reserve (FED), si occupa della gestione del dollaro americano;
  • Banca d’Inghilterra (BoE), responsabile della sterlina;
  • Banca del Giappone (BoJ), responsabile della gestione dello Yen.

Banche centrali: obiettivi, quali sono

Le banche centrali non hanno tutte gli stessi obiettivi. 

Lo scopo principale delle banche centrali è mantenere generalmente la stabilità dei prezzi. Spieghiamo meglio cosa significa e perché è un obiettivo così importante.

I prezzi stabili evitano l’innescarsi dell’inflazione e della deflazione. In particolare, con il termine “inflazione” si intende l’aumento dei prezzi per un medio-lungo periodo, provocando la diminuzione del potere d’acquisto. 

Esempio d’inflazione

Facciamo un esempio. Se uno stipendio è pari a 2000 euro mensili e le spese sono pari a 1900 euro, si riesce a condurre un certo stile di vita. Supponiamo che, a causa dell’aumento dei prezzi, le spese per gli stessi beni aumentino a 2100 euro. In questo caso si sarà costretti a tagliare le spese. 

Se questo ragionamento venisse esteso a molti cittadini, la conseguenza sarebbe una diminuzione della domanda di merci e servizi. Questo potrebbe indurre le aziende a produrre meno merci e quindi licenziare parte del personale. 

Un altro scenario che potrebbe avverarsi è l’adattamento degli stipendi all’inflazione

Riprendiamo l’esempio precedente. Se le spese di chiunque aumentassero a 2100 acquistando gli stessi prodotti, si potrebbe pensare ad un adeguamento “salario-inflazione”. Quest’ultimo è la cosiddetta scala mobile, ovvero l’aumento di stipendio in misura proporzionale a come sono aumentati i prezzi. 

Anche in questo caso si potrebbero avere scenari negativi. La situazione potrebbe provocare una “spirale inflazionistica” continua. Un aumento dell’inflazione può causare altra inflazione, portando quindi a continui squilibri e una forte svalutazione della moneta.

Esempio di deflazione

La deflazione invece è positiva? In realtà non è così. 

Se i beni e servizi iniziassero a costare sempre meno, le aziende potrebbero diminuire gli stipendi dei lavoratori. Questo perché è diminuito il costo della vita e insieme ad esso anche i guadagni delle aziende.

Il vero problema è legato ai possibili prestiti e mutui, contratti sia da aziende sia da lavoratori. Se, ad esempio, prima, lo stipendio di 2000 euro riusciva a coprire un mutuo di 1200, ora uno stipendio di 1800 euro rende più difficile il rimborso.

Generalmente l’obiettivo principale di tutte le sopracitate banche centrali è quello di garantire la stabilità dei prezzi. Fa eccezione la Federal Reserve (FED) che ha un ulteriore obiettivo: sostenere la piena occupazione.

Banche centrali, in che modo controllano i prezzi

Gli strumenti per raggiungere gli obiettivi della banca centrale sono essenzialmente due:

  • controllare l’offerta di moneta;
  • controllare il tasso d’interesse.

Questi due strumenti hanno la stessa identica funzione, infatti entrambi incidono sul costo del denaro. Per ora ci concentreremo sul tasso di interesse.

Esempi coi tassi d’interesse

Se la banca centrale aumentasse il tasso d’interesse, aumenterebbe di conseguenza il costo del denaro. Ciò significa che se un’azienda volesse contrarre un prestito, sarebbe meno conveniente. Questo perché la banca richiederebbe un tasso di interesse più alto.

Al contrario se il tasso di interesse dovesse diminuire, si stipulerebbero più facilmente prestiti.

Il tasso di interesse ha perciò un impatto molto forte sull’economia. Difatti, quando l’economia è in difficoltà, anche le aziende ne possono soffrire. Abbassando il tasso di interesse, le imprese saranno agevolate a stipulare dei prestiti per continuare a produrre merci e servizi.

Allo stesso modo singoli soggetti investiranno con più facilità in immobili e beni. Questo porterà probabilmente ad una ripresa dell’economia, in quanto potrebbero aumentare consumi, investimenti e occupazione.

A volte è necessario aumentare il tasso di interesse a causa dell’inflazione. L’aumento del tasso di interesse diminuisce la convenienza a contrarre prestiti, causando una potenziale riduzione della produzione e degli investimenti da parte delle aziende. 

Questo meccanismo ha il vantaggio di “rallentare” l’economia e di conseguenza stabilizzare i prezzi.

Che impatto ha il tasso di interesse nel trading?

Il tasso di interesse determina il prezzo delle obbligazioni. 

In particolare, un alto tasso di interesse porta ad un aumento dei rendimenti delle obbligazioni, di conseguenza porterà ad una diminuzione del loro prezzo.

Ha inoltre un impatto negativo anche sul mercato azionario.

In che modo i tassi di interesse incidono sul mercato finanziario? Rimani sintonizzato perché approfondiremo questo argomento nel prossimo articolo.

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Mino Ciardo
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Appassionato di economia e finanza, dopo una breve parentesi con Forex e Criptovalute, si avvicina al mondo del commodity spread trading. Da vero INTP, i suoi trade non possono prescindere da analisi tecnica e fondamentale.