Argento: investire finanziandosi con l’Oro

Investire sull’Argento finanziandosi con l’Oro e viceversa – Sommario

  • Mondialmente, la quantità estratta di oro equivale a circa 170 mila tonnellate, mentre quella dell’argento è largamente inferiore.
  • Il rapporto oro-argento ha avuto un’importanza fondamentale per lo sviluppo dei commerci e delle nostre civiltà.
  • In concomitanza con l’abbandono della corrispondenza oro – dollaro, iniziò una nuova era finanziaria basata sul debito. 
  • Normalmente i metalli preziosi si utilizzano come difesa nei momenti di recessione economica o di incertezza sui mercati finanziari.
  • Anche sui metalli preziosi sono presenti contratti Future.

Come investire sull’Argento finanziandosi con l’Oro e viceversa 

Nei prossimi due articoli, parleremo di metalli preziosi, degli strumenti finanziari a nostra disposizione per investirci, e di come poter sfruttare a nostro favore alcune caratteristiche di questo particolare mercato, cercando di contenere il relativo livello di rischio.

Prima di addentrarci nei tecnicismi dell’operatività di trading, partiremo da alcuni aneddoti storici, e da come in passato sono stati utilizzati i due metalli preziosi per antonomasia quali oro ed argento.

Con tutto l’oro del mondo

Cominciamo dall’oro. Bisogna sapere che tutta la quantità estratta dall’uomo equivale a circa 170 mila tonnellate. Se fuse in un unico cubo, avrebbe le dimensioni di circa 21 metri per lato, come un edificio di 7 piani circa.

Per quanto riguarda l’argento, la quantità totale estratta fino ad oggi è di molto superiore. Rimane difficile fare delle stime esatte. Nel tempo, infatti, l’argento ha visto un suo massiccio utilizzo per la produzione di oggetti ed utensili. A differenza dell’oro, in larga parte stoccato come bene rifugio, la percentuale di argento estratto e stoccato con questa funzione è di molto inferiore. 

Sicuramente un’informazione importante da ricordare è il rapporto di oro ed argento, presente in natura sul nostro pianeta. Secondo le ultime ricerche scientifiche, e grazie alle moderne tecnologie di estrazione, la valutazione di questo rapporto è di 19 once di argento per ogni oncia di oro.

Il rapporto oro-argento nei secoli

Nei secoli il rapporto oro-argento ha avuto un’importanza fondamentale per lo sviluppo dei commerci e delle nostre civiltà, e veniva fissato arbitrariamente nei vari Imperi e Regni.

Ad esempio, nella civiltà egizia dei Faraoni tra il 3200 a.C. ed il 1000 a.C. ha oscillato tra 6 e 10 once di argento per una di oro. Invece, nel periodo di splendore della civiltà greca dal 500 a.C. Al 300 a.C. fu fissato tra 10 e 12. Durante tutto il dominio dell’Impero Romano sul mondo dal 200 a.C. al 300 d.C., questo rapporto fu portato tra i 10 ed i 15. 

Rimase poi a questi livelli fino alla metà del 1800, quando la scoperta di grandi giacimenti di argento nel nuovo continente delle Americhe fece lievitare tale valore fino a 20 all’inizio del 1900.

Bretton Woods ed il rapporto oro ed argento 

Bisogna inoltre ricordare l’utilizzo dell’Oro, negli ultimi duecento anni, come collaterale sottostante per l’emissione di cartamoneta di diversi Stati come Spagna, Portogallo, Paesi Bassi, Francia, Inghilterra. 

L’ultimo Paese che ancorò la sua valuta all’oro, furono gli Stati Uniti con l’accordo di Bretton Woods del 1944, in pieno secondo conflitto mondiale.

L’accordo, oltre a prevedere la convertibilità dei dollari in oro, fissava anche i rapporti tra le maggiori valute nazionali. Quindi, vincolava la stampa di nuova moneta alla presenza fisica di riserve auree. 

Tutto ciò durò per 27 anni fino al 15 agosto del 1971. Quel giorno il Presidente degli Stati Uniti Richard Nixon decise di abbandonare la corrispondenza oro – dollaro e di passare direttamente a stampare moneta allo scopo di finanziare la guerra in Vietnam. Infatti in quegli anni, gli Stati Uniti dovettero utilizzare enormi quantità d’oro per sostenere i costi di quell’intervento, e le loro riserve auree ne subirono un grave danno.

Da Bretton Woods ad una nuova era finanziaria

Si può affermare che quel giorno ha dato il via alla nuova era finanziaria mondiale basata sul debito. Difatti, oltre all’abbandono della convertibilità dell’oro, quel giorno si crearono le istituzioni del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale. A questi due enti sovranazionali, assieme alle Banche Centrali dei vari Paesi, si affidò il compito di vigilare sul sistema monetario, di concedere prestiti ai Paesi in disavanzo, e di sostenere lo sviluppo economico finanziario tramite la monetizzazione dei debiti.

Nei decenni successivi questo rapporto si è spostato sempre di più a favore dell’oro, richiedendo sempre più once di argento per coprire il valore di un oncia d’oro. 

La funzione di Bene rifugio di Oro ed Argento

Normalmente i metalli preziosi si utilizzano per difendersi nei momenti di recessione economica o di incertezza sui mercati finanziari.

Essendo l’oro il metallo più nobile, è quello che si acquista per primo nei momenti di crisi. L’argento incomincia questa dinamica solo successivamente. Questo ritardo nell’utilizzo di bene rifugio che ha l’argento, crea spesso questi picchi in alto del rapporto tra i due metalli.

Lo stesso effetto si ha anche nelle fasi in cui, in seguito alla ripresa delle economie, i beni rifugio vengono scaricati. Si inizia con l’oro che comincerà a perdere valore in anticipo sull’argento, facendo registrare dei rientri del rapporto verso il basso.

Bisogna inoltre ricordare che l’argento si usa in maggior quantità rispetto all’oro nell’industria, soprattutto tecnologica. Secondo alcune fonti si pensa che il 40-50% dell’argento estratto ogni anno si impieghi per scopi industriali. Questa peculiarità lo fa apprezzare nei momenti di espansione economica più del suo rivale oro.

Dopo questa carrellata di curiosità storiche, e dettagli basilari delle dinamiche che muovono questi due metalli preziosi, cerchiamo di capire come poter utilizzare queste informazioni per poter investire i nostri risparmi su oro ed argento.

Cominciamo con l’analizzare i due strumenti finanziari principali, e disponibili sui mercati regolamentati, che possiamo utilizzare facilmente.

Quali strumenti usare per tradare l’oro e l’argento

Anche sui metalli preziosi sono presenti dei contratti, chiamati Future. 

Future Oro

Partendo dall’oro, esistono tre tipologie di contratti con differenti quantità:

  • il principale, del valore di 100 once troy (un’oncia troy è pari a 31,1034768 grammi);
  • il mini, del valore di 50 once troy;
  • il micro, del valore di 10 once troy. 

Future Argento

Sull’argento, invece, esistono solo due tipologie di contratti future con quantità pari a 5000 once troy per il contratto principale e di 1000 once troy per il contratto mini.

Come utilizzare i contratti future sui metalli preziosi

Esistono poi varie scadenze di negoziazione. Tuttavia, i volumi degli scambi si concentrano sempre sulle scadenze più vicine.

Per utilizzare i contratti future per prendere posizione sui metalli preziosi, è necessario conoscere alcune caratteristiche di questo mercato come ad esempio. Un esempio è l’effetto contango, il quale farà erodere il valore del contratto con il passare del tempo.

 Infatti il valore del contratto future sui metalli preziosi è sempre più alto rispetto alle quotazioni del mercato cash.

Alla data di scadenza del contratto future, i prezzi future e cash si allineeranno. Volendo rimanere investiti si avrà la necessità di rollover. Con questo termine si intende la necessità, alla scadenza temporale del contratto, di chiuderlo vendendo il contratto comprato in precedenza, e ricomprando un altro contratto con la scadenza successiva

Altro aspetto da considerare è il size dell’investimento con i future. Avendo quantità prestabilite, l’importo minimo sarà di 10 once troy (311 grammi circa) per un micro contratto, per un ammontare di circa 15.000 USD, fino ai 150.000 USD per il contratto principale.

ETF

Un altro strumento utilizzabile per prendere posizione su Oro ed Argento sono gli ETF.

Gli ETF sono dei fondi di investimento denominati passivi, perché replicano fedelmente l’indice o la materia prima in cui investono.

Nel caso degli ETF su Oro ed Argento fisici, questi fondi posseggono fisicamente i metalli depositandoli presso i caveau di banche nazionali. Le quote di tali fondi vengono poi negoziate presso le principali borse mondiali ed il loro valore NAV, sarà dato dal valore spot/cash di mercato dell’oro ed argento fisico diminuito dei costi di gestione. L’investitore che acquista queste quote diventerà quindi proprietario di una parte proporzionale dei metalli depositati nei caveau dai fondi di gestione.

Per gli ETF migliori, i costi di gestione sono circa dello 0,30% – 0,40% annuo. In ogni caso, non arrivano mai a superare l’ 1,00% annuale.

Gli ETF più scambiati, come ad esempio SPDR Gold Trust (GLD) o iShares Silver Trust (SLV), danno inoltre la possibilità di prendere posizione su questi metalli con valori di spread tra il prezzo di acquisto e quello di vendita molto limitati, scambiando volumi elevatissimi e garantendone la compravendita in pochi secondi con commissioni di pochi dollari.

ETF (SLV ): un aneddoto sulla creazione

Tra il 1997 ed il 1998, la Berkshire Hathaway holding company di Warren Buffet acquistò circa 130 milioni di once di Argento. Nel 2006 in concomitanza con la creazione dell’ETF (SLV), la stessa Berkshire Hathaway annunciò la vendita della sua posizione in Argento. Quindi, molto probabilmente, quell’enorme quantità di Argento venne utilizzata dal Fondo (SLV) per cominciare a costituire la base sottostante, per creare le quote dell’ETF da negoziare sul mercato.

Come implementare una strategia di trading, per sfruttare le caratteristiche del mercato dell’oro e dell’argento? Lo scopriremo nel prossimo articolo.

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Mario Padovani
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Dopo una carriera di successo in aziende italiane leader nel mondo, e dopo 10 anni in Estremo Oriente, Mario ha deciso di dedicare la sua esperienza nel creare il proprio portafoglio di investimenti. Conscio che nessuno possa farlo meglio di lui, ha abbracciato la filosofia di Assistenza Brokers e Alpha4All.