Arbitro per le Controversie Finanziarie (ACF)

Arbitro per le Controversie Finanziarie (ACF): organo a tutela di risparmiatori e investitori – Sommario

  • L’Arbitro per le Controversie Finanziarie è un organo a tutela degli investitori retail.
  • I vantaggi di ricorrere all’ACF sono molteplici.
  • L’investitore che si rivolge all’ACF denuncia, in genere, comportamenti scorretti da parte degli intermediari.
  • La percentuale di ricorsi vinti dai clienti che si rivolgono all’Arbitro è abbastanza alta.

Arbitro per le Controversie Finanziarie (ACF): chi è e come funziona?

L’ACF, acronimo di Arbitro per le Controversie Finanziarie, è un organismo istituito dalla Consob e si articola in un unico Collegio con sede a Roma.

Non è facile, di questi tempi, imbattersi in istituzioni che ci vengono incontro nella protezione dei nostri risparmi.

Proprio per questo motivo vorrei parlarti, oggi, di un organo che ha il compito istituzionale di proteggere i risparmiatori non professionali.

Si tratta, come anticipato, dell’ACF, ossia dell’Arbitro per le controversie finanziarie.

Arbitro per le controversie finanziarie (ACF): funzioni, quali sono?

La funzione dell’Arbitro per le controversie finanziarie è risolvere, in tempi brevi e senza costi per gli investitori retail, le controversie tra questi ultimi e gli intermediari, in materia di investimenti.

L’organo è nato in tempi recenti. Più precisamente l’ACF è operativo dal 2017 e, quindi, da soli tre anni.

Ovviamente, la sua nascita è venuta incontro ad un bisogno effettivo di tutela dei risparmiatori, anche considerate le crisi bancarie degli ultimi anni.

Quali sono i temi su cui l’ACF si è pronunciato in questo triennio?

E’ curioso che l’attività dell’Arbitro per le Controversie Finanziarie sia iniziata con la crisi delle banche venete, nel 2017, e, prima ancora, delle altre quattro banche risolte nel 2015. 

Infatti, questa ha rappresentato la quota più importante di attività svolta in avvio, soprattutto per ciò che ha riguardato la situazione dei relativi azionisti.

Gli azionisti di queste banche, infatti, erano rimasti esclusi dai rimborsi previsti per legge a favore degli obbligazionisti.

L’attività svolta dall’ACF ha permesso a circa un migliaio di risparmiatori di un ottenere un ristoro effettivo, anche se molto parziale.

Questo deve far riflettere tutti noi sul fatto che fare i giusti investimenti è sempre meglio che affidarsi a rimedi tardivi. Questi non potranno mai risarcire i risparmiatori di tutti i danni subiti a causa di investimenti sbagliati.

Arbitro per le Controversie Finanziarie: quali sono i vantaggi di affidarsi all’ACF?

In questi tre anni di vita, l’ACF ha sempre più consolidato la propria attività.

Quest’ultima si inserisce nella tipica mission di ogni sistema di ADR (Alternative Dispute Resolution), ossia quella di essere uno strumento alternativo di risoluzione delle controversie.

Il ricorso all’ACF ha rappresentato uno strumento di agevole accessibilità per gli investitori retail, con tempi di decisione ridotti rispetto a quelli della giustizia ordinaria.

Pensa, inoltre, che gli investitori si sono rivolti all’ACF anche per controversie di importi molto bassi. Addirittura, nel 2019, c’è stata una lite del valore di 16 euro.

Ciò, naturalmente, è reso possibile dalla gratuità del ricorso all’Arbitro e ha con sentito di risarcire anche piccole ingiustizie.

Bisogna aggiungere, però, che, solitamente, le controversie devolute all’ACF hanno, in genere, un importo medio abbastanza alto.

Come richiedere un risarcimento nei confronti degli intermediari

L’investitore che si rivolge all’Arbitro Consob denuncia, in genere, comportamenti scorretti da parte degli intermediari.

Ciò è avvenuto, finora, non soltanto in casi eclatanti, ma anche per situazioni particolari relative al tutti gli intermediari (banche, Sim, soggetti che gestiscono fondi comuni, ecc.).

Il contenzioso, dunque, non riguarda soltanto i noti casi seriali di “risparmio tradito”, ma controversie eterogenee.

Infatti, è fisiologico che nel rapporto tra l’investitore cliente e gli intermediari, che svolgono servizi di investimento e gestione del risparmio, possano sorgere i più vari conflitti.

L’ACF, infatti, decide su controversie che hanno ad oggetto la violazione, da parte degli intermediari, degli obblighi di diligenza, correttezza, informazione e trasparenza.

Come presentare il ricorso all’ACF?

Devi sapere che la percentuale di ricorsi vinti dai clienti che si rivolgono all’Arbitro per le Controversie Finanziarie è abbastanza alta.

Essa però, è scesa di molto nell’ultimo anno. Si parla di un 55% di accoglimento di ricorsi nel 2019, contro il 77% dell’anno precedente.

Il successo di questo rimedio arbitrale è dovuto alla relativa facilità della presentazione dei ricorsi.

Ricordati, però, che prima di presentare il ricorso all’ACF, si deve proporre reclamo dinanzi allo stesso intermediario. Quest’ultimo deve rispondere entro 60 giorni, ma può non rispondere affatto o rispondere in modo insoddisfacente per il risparmiatore.

Se ciò succede, si può, entro un anno dal reclamo, presentare il ricorso all’Arbitro, o direttamente o tramite un legale (o anche un’associazione di consumatori).

Il ricorso, come detto sopra, è gratuito. A tal proposito, è in atto una riforma per la quale anche le spese legali (nel caso, consigliabile, che ci si rivolga a un legale) potranno essere rimborsate, sia pure in modo forfettario.

Il ricorso deve contenere il nome dell’intermediario e l’esposizione dei fatti, oltre alla somma richiesta a titolo di risarcimento.

La presentazione del ricorso, inoltre, avviene online, tramite il sito web dell’ACF, dopo essersi registrati.

Sappi, infine che c’è un limite previsto per il risarcimento richiesto, che non può essere superiore a 500.000 euro.

Cosa succede dopo la presentazione del ricorso all’ACF?

Una volta che il ricorso è stato ricevuto dall’ACF, questo valuta se esso è regolare, entro 7 giorni, e lo invia all’intermediario.

L’intermediario ha in genere 30 giorni di tempo per presentare le proprie osservazioni e provare, così, di aver agito nel rispetto delle regole. Questo deve trasmettere all’Arbitro tutta la documentazione in suo possesso, relativa alla controversia.

È prevista, sia per l’intermediario che per il ricorrente, la possibilità di controrepliche.

Arrivati a questo punto, si può dire che il fascicolo è chiuso e che la controversia è pronta per essere decisa dall’Arbitro.

La decisione dell’Arbitro, però non ha carattere vincolante.

Qualora la decisione dell’Arbitro non soddisfi il risparmiatore, egli può sempre rivolgersi all’Autorità giudiziaria, per ottenere giustizia.

Investitori retail contro intermediari: un caso concreto di ricorso all’ACF

Per farti comprendere meglio di cosa si occupa l’ACF, ecco un caso concreto, tratto da una recente Decisione dell’ACF.

Un investitore retail aveva acquistato, nel 2007, un pacchetto di azioni di una grossa Società italiana per un prezzo di circa 170.000,00 euro, ricavandone, poi, dalla successiva vendita avvenuta nel 2016, soltanto 51.000 euro circa.

Il risparmiatore lamentava che l’intermediario fosse inadempiente agli obblighi informativi, in quanto non gli erano state fornite le informazioni su natura, provenienza e rischio delle azioni acquistate.

Dunque, il risparmiatore sosteneva che la perdita subita fosse riconducibile agli inadempimenti dell’intermediario.

Egli chiedeva, perciò, la nullità delle operazioni di acquisto, oltre al risarcimento del danno (ossia la restituzione della somma persa).

Tuttavia, nel caso di specie, l’ACF ha dato ragione all’intermediario, non al risparmiatore.

E sai perché? Perché il credito restitutorio e quello risarcitorio vantati dal risparmiatore erano…prescritti, essendo trascorsi oltre 10 anni!

Come dire: oltre al danno, la beffa!

Come si può giudicare, ad oggi, il ruolo dell’Arbitro?

C’è un diffuso giudizio positivo sul ruolo svolto dall’ACF in questi anni.

Non si deve misurare soltanto in base alle percentuali (abbastanza alte) di vittoria dei clienti. È importante, infatti, che ci sia un organo a cui rivolgersi e da cui avere una risposta in tempi rapidi.

A ben vedere, un tale sistema conviene anche agli intermediari. Essi sono senz’altro insofferenti al fatto di rendere conto della loro attività, ma hanno comunque un punto di riferimento anche per migliorare i loro comportamenti.

E questo è quanto mai auspicabile!

Tuttavia, come emerge dal caso concreto che ti ho prospettato, è veramente difficile per un investitore inesperto porre rimedio alle conseguenze di un cattivo investimento.

Inoltre, non dimenticare che le sanzioni per l’intermediario che non si adegua alla decisioni dell’Arbitro sono assai blande, di carattere soltanto reputazionale.

La conclusione, quindi, è una sola: educazione!

Continua a seguirmi sul nostro blog, allora, e… al prossimo articolo!

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Francesco Zucco
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Laureato con lode in Giurisprudenza all’Università di Bologna e con un Master in Diritto Tributario, si specializza, come avvocato, in diritto penale. Ha sposato la causa di Assistenza Brokers e Alpha4All, con lo scopo di permettere a tutti di gestire il proprio patrimonio autonomamente anche da un punto di vista legale e tributario.