Analisi tecnica e la battaglia ideologica, chi ha ragione?

Da tempo vedo nella rete, video e blog che hanno per oggetto l’uso o meno dell’analisi tecnica per decisioni operative.

Gestori di fondi comuni che sparano a raffica contro il suo utilizzo e trader che grazie al loro metodo di analisi tecnica si stanno gonfiando le tasche di profitti. Chi ha ragione? Effettivamente non è facile trovare una risposta univoca. Infatti entrambi gli schieramenti hanno valide argomentazioni a supporto.

Sia chiaro dunque. Non troverai una risposta precisa ovvero se sia corretto usarla o meno, perché realmente la risposta corretta non esiste.

Procediamo però per gradi.

Che cos’è l’analisi tecnica

L’analisi tecnica studia i movimenti passati di prezzo e/o altre variabili (ad esempio volumi) e per mezzo di formule matematiche cerca di prevedere un pattern “percorso” futuro. 

Durante i primi 50 anni del XX secolo, molti matematici crearono formule matematiche provando a descrivere in maniera proiettiva l’andamento dei prezzi. Tali indicatori avevano in quei tempi una percentuale di esito decisamente più a favore rispetto ai giorni nostri.

Analisi tecnica: cambiamenti nel corso del tempo

Cosa è cambiato da allora? Dal mio punto di vista, tra i motivi più importanti, ne annoto tre.

  • Aspetto demografico: gli attori, ma soprattutto il mercato dei piccoli investitori che partecipano al trading, sono aumentati a dismisura grazie alla facilità di fare operazioni sul proprio conto anche con un semplice smartphone.
  • Aspetto tecnologico retail: ognuno di noi, usando il software del proprio broker o seguendo pagine internet che forniscono informazioni dei mercati, ha a disposizione un numero elevato di indicatori tecnici.
  • Aspetto tecnologico istituzionale: supercomputer in grado di elaborare e gestire migliaia di operazioni al secondo. 

Alla luce di ciò, posso fare sicuramente una prima riflessione. L’analisi tecnica è un ottimo strumento per creare mercato. Questa infatti fornisce impulsi continui al mercato. Mi spiego meglio. Il piccolo trader “fa click” e aiuta a creare mercato. 

E’ molto più probabile che noi piccoli investitori, prendiamo decisioni operative perché vediamo un segnale tecnico e non perché studiamo i fondamentali.

Analisi tecnica e analisi fondamentale

Una corretta analisi fondamentale richiede molto più tempo e costi per la ricerca e recupero di informazioni, rispetto ad un “semplice” segnale tecnico. Considera inoltre, gli ingenti capitali necessari per entrare in più posizioni di medio/lungo termine, in quanto, per sua natura, l’analisi fondamentale non è concepita per un trading intra giornaliero o per pochi giorni.

Il concetto è che gli istituzionali hanno bisogno del mercato retail. È dai nostri conti, che poco a poco si vanno prosciugando, da dove prendono i soldi, una guerra di prezzi tra soli istituzionali non ha molto senso.

La logica di fornire indicatori e trading system gratuiti o per pochi soldi, hanno lo scopo di canalizzare il mercato dei piccoli investitori verso un’identica visione predittiva di mercato.

Se tutti vediamo le stesse cose allora stai pur certo che cadremo nelle stesse trappole create dagli istituzionali, ovvero Presa di Stop.

Che cosa fare?

Prendiamo e buttiamo via l’analisi tecnica? Se si, che ci rimane allora, visto che l’analisi fondamentale la dobbiamo anch’essa accantonare?

Ecco allora che dobbiamo tornare a considerare l’analisi tecnica come un possibile strumento operativo per noi trader che disponiamo di capitale molto limitato

Cosa si può fare allora per avere una curva di rendimento positiva? 

Una prima risposta è legata a un corretto controllo del Money Management.

Considera che se un Trading System indovina le operazioni il 50% delle volte (come tirare una monetina). Tuttavia, quando guadagna ha un saldo di +2 mentre quando perde ha un saldo di -1. Allora giá così diventa efficiente.

Una seconda risposta è legata alla consapevolezza che un sistema di trading basato nell’analisi tecnica puó funzionare in alcuni momenti e altri no.

Alcuni indicatori funzionano correttamente con mercati in tendenza laterale (per esempio, RSI e Stocastico) e malamente in fase di tendenza rialzista o ribassista. Altri viceversa, funzionano con efficacia durante movimenti di forte tendenza e la perdono durante le fasi laterali.

Esempio pratico 

Senza entrare in troppe complicazioni, prendiamo come esempio un grafico con un unico strumento tecnico, la media, dove se il grafico del prezzo incrocia dal basso all’alto la media, compriamo e se incrocia dall’alto al basso vendiamo.

Se ci troviamo in un mercato in forte tendenza, pare che abbiamo trovato il sistema per guadagnare facilmente! 

media in trend analisi tecnica
Grafico 1. Media in trend

Se poi però entriamo in una fase laterale, ci ritroviamo a fare una miriade di operazioni tutte in perdita.

media in laterale
Grafico 2. Media in laterale

Come comportarsi?

Alla luce di quanto detto il nostro sistema di trading dovrebbe mutare le sue caratteristiche in base alla fase di mercato in cui ci troviamo, ossia direzionalità:

  • rialzista;
  • ribassista;
  • laterale. 

Un po’ come dire che, se siamo in forte tendenza rialzista o ribassista, usiamo una media semplice. Se invece ci troviamo in un mercato laterale, usiamo un RSI e Stocastico. Ovviamente il problema è sapere quando si esce da una fase laterale per entrare in una con tendenza.

Per esperienza, posso dirti che durante le prime ore dall’apertura dei mercati, il mercato cerca una direzionalità rialzista o ribassista, per poi entrare in una fase laterale fino all’apertura del mercato americano. Non è ovviamente una regola fissa, ma è un altro tassello da aggiungere in quello che è la lettura del contesto. 

Conclusione

Il concetto è dunque stravolgere completamente la lettura dell’analisi tecnica. Come? In pratica, non entro in posizione perchè me lo dice uno o più indicatori, ma perché riconosco in che fase di mercato ci troviamo e uso l’indicatore migliore come strumento per decidere il timing per il mio ingresso. Questo metodo di lavoro unito ad un corretto money management potrà statisticamente farti entrare in quel piccolo percentile di piccoli trader che riescono a guadagnare in modo costante nel tempo.

Cosa aspetti?

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Marco Pagani
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Nato e cresciuto all’ombra della Madonnina, sente fin da subito il richiamo del mare e si trasferisce a Mallorca. Nonostante un’esperienza ventennale sui mercati, l’umiltà rimane il suo punto di forza per eccellere sia come trader che come imprenditore.