Perché Amazon ha comprato Whole Foods?

Venerdì 16 giugno Amazon si è comprato per 13,7 miliardi di dollari Whole Foods Market, la più grande catena di supermercati BIO al mondo.

Il colosso americano espande così il suo impero che, partito dalla vendita di libri online, ora include e-commerce, vendite al dettaglio, cloud computing, streaming video e molto altro ancora.

Il suo fatturato vola. Nel 2004 valeva poco meno di 7 miliardi di dollari e ora capitalizza 455 miliardi. Insomma, poco più di Facebook, ma un passo indietro rispetto agli altri tre big dell’high tech: Apple (800 mld), Alphabet (650) e Microsoft (540).

 

Cos’è Whole Food?

Si tratta di un colosso da 11 miliardi di dollari con 460 punti vendita negli USA, nel Regno Unito e in Canada.

Il suo fondatore è John Mackey, 63 anni, un dandy texano originario di Austin e vegetariano. Quello che si può definire un naturalista della prima ora, ma con un fiuto per gli affari molto sviluppato.

Negli anni Ottanta ha fondato una cooperativa BIO. In seguito, facendosi prestare 45.000 dollari da amici e familiari, ha aperto un negozio naturalista che ha chiamato ‘Seferway‘, per prendere in giro i supermercati Safeway.

 

Cosa ci dobbiamo aspettare adesso da Amazon

Ultimamente la redditività di Whole Food ha lasciato un po’ a desiderare. Mackey ha chiuso 9 negozi e ha rivisto al ribasso le stime sui profitti.

Inoltre tra gli investitori del gruppo è entrato il fondo Jana Capital, che ha chiesto di cambiare strategie, vertici e anche tipo di business.

In altre parole questo fondo ha aperto la strada a Jeff Bezos, il boss di Amazon.

Forte del suo nocciolo duro sull’e-commerce, il colosso è sbarcato nel retail, ovvero le vendite al dettaglio, reiventando le consegne a domicilio e contando su una distribuzione diversa da quella tradizionale.

Niente più file alla cassa e forti sconti per gli abbonati Prime, potendo offrire consegne di cassette alimentari a domicilio con prezzi da abbonato.  Lo scopo di questa acquisizione sarà allargare l’offerta con una spettacolare selezione BIO.

Mackey ha abbracciato questa filosofia e ha accettato l’offerta di Amazon, sposando quindi anche il punto di vista del fondo Jana.

“Questo accordo – ha commentato – rappresenta un’opportunità per massimizzare il valore degli azionisti di Whole Foods Market”. Insomma, il BIO si sposa con Amazon e Wall Street brinda, con il titolo Whole Foods che vola a +27% e Amazon che sale di oltre il 3%.

 

La strategia di Amazon

Già da tempo l’attenzione di Amazon si è spostata sul “grocery” (il commercio al dettaglio di prodotti alimentari e non) online ma anche fisico, con punti vendita sperimentali come gli store Amazon Go aperti a Seattle, senza casse e con pagamento tramite App.

Per crescere nel settore c’è ovviamente bisogno di distributori, di punti vendita fisici che Whole Foods può garantire, forte dei 460 negozi sparsi prevalentemente nel Nord America e, in minima parte, nel Regno Unito.

Acquisendo la catena del BIO, Amazon ha portato a casa in poco tempo un marchio conosciuto e di fiducia per milioni di consumatori, una rete capillare di punti vendita oltre al patrimonio immobiliare di Whole Foods, che potrà utilizzare in proprio oppure rivendere, ricavandone altri profitti.

“Milioni di persone amano Whole Foods perché offre i migliori alimenti naturali e biologici, e rende divertente il mangiare sano. Whole Foods ha soddisfatto, deliziato e nutrito i suoi clienti per quasi quattro decenni: sta facendo un lavoro straordinario e noi vogliamo che tutto ciò continui “, ha dichiarato Bezos al Guardian.

Il rischio è che Amazon, affiancando cibi biologici a patatine o altri generi di largo consumo, perda quella fetta di clienti Whole Foods affezionati al lato “etico” dell’azienda specializzata in cibi biologici.

 

Vantaggi e svantaggi per i consumatori

I consumatori americani, specialmente quelli della classe media più agiata, attenti al cibo biologico, avranno sicuramente dei vantaggi se Amazon deciderà in futuro di vendere i cibi biologici di Whole Foods anche online, soprattutto se il colosso americano deciderà di abbassarne i prezzi, come già è successo per libri e audiovisivi.

D’altra parte, è vero che molte piccole aziende non riusciranno a competere con Amazon, e potrebbero vedere i loro utili abbassarsi e, in alcuni casi, potrebbero essere costrette a chiudere.

 

 

E tu cosa ne pensi da consumatore e da trader?

È stata una mossa azzeccata?

 

 

Davide Bergamaschi
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In qualità di Trader Workstation Specialist, conosce tutti i segreti della TWS e come può farti risparmiare il 5% sul tuo capitale ogni anno. Inoltre gestisce i canali social di Assistenza Brokers, vai a trovarlo su YouTube e su Facebook!