Accordo di fase 1 USA-Cina: tregua alla Trade War?

Accordo di fase 1 tra USA e Cina: una tregua alla Trade War? – Sommario

  • Trump sostiene di poter riequilibrare la bilancia commerciale con la Cina.
  • L’Accordo commerciale deve essere visto più in chiave politica ed elettorale che puramente economica.
  • I mercati non hanno creduto nella fase dell’accordo come risoluzione definitiva.
  • Trump è riuscito solo momentaneamente a contrastare l’espansionismo economico cinese.

Accordo di “fase 1” tra USA-Cina: tregua alla guerra commerciale o solo strategia elettorale?

L’evoluzione della pandemia da Coronavirus ha portato ad un peggioramento delle prospettive per l’economia mondiale, con un’attività mondiale per il 2020 più debole di quanto previsto.

Lo scenario a cui ci troviamo davanti è quello di un’economia globale colpita proprio nel momento in cui si iniziavano a percepire, come sottolineato dalla Bce, i primi segnali di una stabilizzazione dell’attività e degli scambi e quando la firma dell’accordo commerciale tra USA e Cina (denominato di fase 1), assieme al taglio dei dazi, stava diminuendo l’incertezza.

Ma cosa prevede questo accordo commerciale “di fase 1” tra USA e Cina? Vediamo insieme quali sono i punti chiave da conoscere.

Accordo USA-Cina: la firma della fase 1 è una data storica

Il 15 gennaio del 2020 é stata una data storica con la firma dell’accordo di fase 1 tra USA e Cina, portando una tregua alla guerra commerciale tra questi due Paesi.

Secondo il Presidente USA Donald Trump, la sigla di questo accordo dovrebbe portare al riequilibrio della bilancia commerciale degli Stati Uniti.

Anche se preannunciato come storico, potrebbe però rivelarsi solo una strategica mossa elettorale.

Rappresenterà quindi una nuova visione dell’economia globale oppure solo un grande Bluff?

Cosa prevede la fase 1 dell’accordo commerciale tra USA e Cina: punti chiave

L’accordo commerciale USA-Cina si articola su diversi punti fondamentali

Acquisti da parte della Cina di merci, prodotti agricoli, energia e servizi

L’accordo prevede, da parte della Cina, l’acquisto di prodotti e servizi americani per un valore prossimo ai $200 miliardi, nei prossimi due anni. L’importo di riferimento è quello del 2017 che ammonta a $130 miliardi.

Gli acquisti saranno distribuiti in questo modo:

  • Merci:  $77,7 miliardi (32,9 nel 1° anno;  44,8 nel 2° anno)
  • Agricoltura:  $32 miliardi (12,5 nel 1° anno; 19,5 nel 2° anno)
  • Energia:  $52,4 miliardi (18,5 nel 1° anno;  33,9 nel 2° anno)
  • Servizi:  $37,9 miliardi (12,8 nel 1° anno;  25,1 nel 2° anno)

Per un totale di:

  • $200 miliardi (76,7 nel 1°anno;  123,3 nel 2°anno)

Come ben visibile dal Grafico 1 qui sotto, la maggior parte degli acquisti da parte della Cina sarà demandata all’anno 2021.

Acquisti di prodotti e servizi USA da parte della Cina nei prossimi 2 anni
Grafico 1. Acquisti di prodotti e servizi USA da parte della Cina nei prossimi 2 anni

Tariffe da applicare sulle merci scambiate

L’accordo commerciale USA- Cina prevede poi alcuni cambiamenti nel sistema di tassazione per entrambe le nazioni.

  • Le tariffe passeranno dal 15% al 7,5%, su $120 miliardi di merci cinesi.
  • Su altri $250 miliardi di merci cinesi le tariffe al 25% non saranno tolte, ma potrebbero essere annullate nell’ambito di una negoziazione commerciale di Fase 2 che si avrà il 3 novembre.
  • Su $160 miliardi di merci cinesi è stata sospesa la tariffazione che era stata inizialmente programmata a partire dal 15 dicembre 2019.
  • La Cina a sua volta ha sospeso le tariffe applicate sui beni americani, inclusa quella del 25% sulle automobili prodotte negli Stati Uniti.

Oltre a questi punti l’accordo prevede anche indicazioni e linee guida sui seguenti temi:

  • Difesa delle proprietà intellettuali;
  • Trasferimento tecnologico tra le parti;
  • Cooperazione sui servizi finanziari;
  • Trasparenza sulle politiche macroeconomiche e sulle questione dei tassi di scambio;
  • Astensione dalle svalutazioni valutarie competitive.

Cosa rappresenta l’accordo commerciale tra Stati Uniti e Cina

L’accordo commerciale tra USA e Cina e la sua fase 1 rappresenta un segno di normalizzazione e di stabilizzazione tra le due potenze globali.

Questa collaborazione è infatti una mossa reciprocamente vantaggiosa, che conviene sia agli uni che agli altri con sviluppi futuri che attualmente è difficile prevedere.

L’elemento trainante resta comunque sempre la Cina perché è lì che si concentrano i maggiori capitali.

Sono convinto che Trump abbia sicuramente tutto l’interesse ad uno sviluppo in questa direzione ai fini della sua rielezione. Questo accordo per alcuni è definito storico, Trump addirittura usa toni trionfalistici.

È però da considerare che il vice premier Liu He ha firmato l’accordo e non il presidente cinese Xi Jinping.

Atteggiamento della Cina all’accordo

La Cina ha sicuramente un atteggiamento più prudente degli USA con $200 miliardi di prodotti americani da acquistare nei prossimi due anni. Inoltre, gli Stati Uniti hanno abbassato il dazio dal 15% al 7.5% solo per $120 miliardi di prodotti.

Restano poi altri dazi al 25% su quasi $250 miliardi di prodotti cinesi, il cui eventuale annullamento è stato rimandato alla fase 2, ovvero al 3 di novembre, quando ci saranno di nuovo le elezioni americane.

Se Trump venisse rieletto potrebbe non procedere oltre questa strada. Il presidente USA troverebbe così un pretesto per non passare alla fase 2 e ricominciare una guerra commerciale.

Di conseguenza, il vantaggio legato a quest’accordo per la Cina risulta veramente modesto.

Come interpretare l’Accordo: più politica o economica?

Trump ha compreso che attualmente gli Stati Uniti hanno una maggior difficoltà a livello competitivo con le altre superpotenze Cina e Russia. Pertanto, a mio parere, l’accordo fa parte di una strategia ‘Trumpiana’, in un contesto quindi molto diverso da quello unipolare all’interno del quale si muovevano le elitè ‘neocons’ dei precedenti governi degli Stati Uniti.

L’atteggiamento della precedente politica statunitense aveva infatti contribuito a creare un certo avvicinamento tra Cina e Russia. Ciò aveva penalizzato gli stessi Americani. Un esempio è Vostok 2018 con manovre militari in comune e con relativo scambio di tecnologie belliche.

Cercando di adattarsi alla situazione, Trump ha seguito quindi questa politica di accordi.

Un accordo per salvare la strategia elettorale di Trump

Donald Trump ha destinato ‘promesse’ per poco meno di $80 miliardi di acquisti verso le industrie manifatturiere e oltre $30 miliardi verso il settore agroalimentare. Questa azione è atta a favorire quella parte politica da cui i repubblicani raccolgono molti voti.

Si presenta così all’elettorato statunitense con questa ‘carta da giocare’, affermando di aver risolto la questione dei dazi commerciali ed aver garantito $200 miliardi di esportazioni, in modo da riequilibrare la bilancia commerciale verso la Cina.

Quale sarà l’impatto sul mercato dell’accordo

Per rispondere a quello che sarà l’impatto sul mercato a fronte della fase 1 dell’accordo commerciale tra USA e Cina è sufficiente vedere la reazione del mercato il 15 gennaio 2020, cioè il giorno della firma dell’accordo stesso.

Sull’ETF SPY, che rappresenta l’andamento dello S&P 500, si è avuto un +0.33% tra apertura e chiusura nella giornata della firma e nei 4 giorni successivi un innalzamento di un +1.2%, per poi assistere ad un ritracciamento a ribasso di un -3.8%.

Andamento S&P 15 gennaio 2020
Grafico 1. Andamento SPY 15 gennaio 2020

Ma indicativo è stato ciò che accaduto sull’ETF FXI, che rappresenta l’andamento delle LARGE-CAP CHINA.

Andamento ETF FXI 15 gennaio 2020
Grafico 1, Andamento ETF FXI 15 gennaio 2020

Qui abbiamo avuto nel giorno della firma dell’accordo una chiusura in pari, con l’apertura e solo nei due giorni successivi un +0.94%, per poi assistere ad un forte ritracciamento a ribasso di un -14.5%!

Reazione dei mercati alla fase 1 dell’accordo USA-Cina

È eloquente che i mercati non hanno creduto nell’accordo.

I mercati hanno compreso quindi la mera strategia politica ed elettorale in vista dell’avvicinarsi delle nuove elezioni più che di un accordo economico.

Per cui in prospettiva futura possiamo affermare che, dal punto di vista operativo, non assisteremo ad alcuna ripercussione positiva sul mercato legata a quest’accordo. Inoltre, con il dilagare della pandemia legata al Coronavirus, sarà ancora più utopistico andare a rispettare gli acquisti concordati all’interno della trattativa, almeno per l’anno 2020.

Risvolti futuri per l’economia e per chi opera nel trading

Trump intende imporre le proprie regole non solo alla Cina ma anche all’Europa, dopo la ricerca da parte di quest’ultima di un avvicinamento alla Cina.

Caso emblematico è l’Italia, che ha addirittura accettato le regole di quella nuova via della seta che rappresenta un espansionismo commerciale, politica e strategica della stessa Cina in ambito europeo.

C’è quindi da aspettarsi che in un prossimo futuro i rapporti con l’America saranno assai più difficili è assai più complessi anche per noi Europei ed italiani.

Conclusioni

A prescindere da tutto, questo accordo commerciale è il primo vero grande risultato della capacità negoziale degli Stati Uniti con la Cina.Da anni gli Stati Uniti cercavano un accordo in questo campo. Chiaramente, però, in tutto questo gioca anche l’elemento elettorale.

Va sicuramente riconosciuto a Trump il fatto di essere stato il primo ad avere assunto una posizione netta nei confronti dell’espansionismo economico cinese e di aver assunto una posizione netta nell’ambito di quelle politiche di dazi e doganali che da anni rendevano difficili i rapporti tra Washington e Pechino.

In tutto ciò, l’Europa segue le decisioni delle potenze principali, tanto più l’Italia che per il momento, in tutto questo contesto, conta assai poco.

Per vedere invece quali scenari si svilupperanno a seguito di questo accordo, non solo per USA e Cina ma anche per il resto del mondo, ti invito ad unirti al nostro canale YouTube. Ogni settimana dal lunedì al giovedì, alle 20.45, all’interno della Trading Room, i Top Trader commenteranno assieme alla community le principali notizie di mercato, oltre ad impostare operazioni sulla base di quanto detto dai mercati finanziari stessi.

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Giovanni Bellini
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Attratto dall’analisi degli aspetti più tecnici di tutto ciò che ci circonda e con un'innata propensione verso il bisogno di libertà, ha trovato nel trading l’equilibrio da sempre ricercato.