3 campanelli d’allarme per un possibile storno del mercato

Attenzione ai segnali di stress del mercato

I mercati del credito stanno mandando un segnale d’allerta  per quanto riguarda le condizioni finanziarie e l’economia, ma, nonostante il valore delle azioni,  gli strateghi dicono che non è ancora il momento di liberarsi del mercato rialzista di Wall Street.

Affermano, però, che ci potrebbe essere una ritirata in quello che è un mercato molto incerto, e gli investitori dovrebbero prestare attenzione ad alcuni segnali tradizionali di stress che si sono mostrati, come la svendita del debito ad alto rendimento, che spesso accompagna l’indebolimento delle azioni.

Qui possiamo vedere il grafico dell’ ETF JNK che fa riferimento proprio alle obbligazioni ad alto rendimento.

 

 

Come si può vedere dal grafico, a preoccupare è l’andamento del titolo leggermente a ribasso a fronte di nuovi massimi dei mercati azionari Statunitensi e Globali.

 

L’effetto Donald Trump

In particolare, aveva destato più di un pensiero la discesa dei primi di Novembre con volumi piuttosto importanti, interrotta solamente da buone notizie sul fronte fiscal compact messo in piedi da Donald Trump negli Stati Uniti.

Il fiscal compact di Donald Trump merita particolare attenzione per diversi motivi.

Ricordiamo che Trump guida la nazione che più ha la capacità di influenzare i mercati azionari globali, e questo dovrebbe gìà bastare. Se ci mettiamo anche che si tratta sicuramente di un personaggio alquanto vulcanico ed imprevedibile è facile comprendere il nervosismo.

Comunque sia, il Fiscal Compact è particolarmente importante perché Trump si gioca proprio la faccia sul suo mandato, in quanto altri punti che caratterizzavano il suo programma elettorale non sono andati per il verso giusto. Su tutti l’abolizione dell’ Obamacare, la riforma del sistema sanitario Statunitense fortemente voluta dall’ ex Presidente Barack Obama.

 

Altri campanelli d’allarme

Altro elemento che crea nervosismo sui mercati azionari è l’appiattimento dei rendimenti del buono del tesoro Statunitense a 10 anni nei confronti del rendimento a 2 anni.

Infatti il rendimento a 2 anni ha avuto una crescita superiore al 38% portandosi al 1.75% mentre il rendimento a 10 anni ha avuto una decrescita del 10% portandosi al 2,3%.

Questo è importante perché l’appiattimento di curva, a volte, è interpretato come un segnale d’allerta che preannuncia un indebolimento dell’economia. Non è visto come una vera problematica fino a quando la curva si inverte, il che è storicamente un segnale di recessione.

Ad oggi il mercato Azionario è in positivo di più del 15% da inizio anno mentre il mercato obbligazionario di solo il 3%, e sicuramente ci sono grossi investitori che stanno guardando a questi numeri e che potrebbero pensare di riequilibrare il proprio portafoglio.

Ultimo elemento che potrebbe creare destabilizzazione fa riferimento invece ai rendimenti obbligazionari Cinesi. Tra l’altro l’ultimo storno di mercato si è avuto in concomitanza con problemi legati al debito Cinese.

Comunque sia in Cina la curva di rendimento delle obbligazioni a breve con quelle a lungo termine si sta già invertendo, dunque bisogna prestare la massima attenzione ai propri investimenti.

 

Conclusioni

Con questo articolo non vogliamo assolutamente terrorizzare nessuno, però da buon opzionista anche io sto diversificando sempre di più in termini di investimenti e di operatività in modo tale da difendere nel 2018 i profitti ottenuti negli ultimi anni.

Il mio consiglio è quello di approfondire le conoscenze anche su Commodities spread trading o Intraday per evitare di essere sovraesposti nei confronti dei mercati azionari.

 

 

Fonte: CNBC

Andrea Arnesano
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Analista e Top Trader in opzioni, gestisce i clienti nella loro operatività sui derivati e anima il Trading Club Multiday.